11 settembre: schiaffo del Congresso a Obama. I sauditi dovranno pagare

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Il Congresso americano ha respinto il veto del Presidente, Barack Obama, in merito alla legge che permette alle famiglie delle vittime del 11 settembre di citare in giudizio l’Arabia Saudita come responsabile del più grande attentato della storia.

La legge in questione, nota come JASTA (Justice Against Sponsors of Terrorism Act), permette alle famiglie delle vittime degli attentati del 11 settembre di citare in giudizio l’Arabia Saudita in qualità di sponsor di quell’attentato che cambiò il mondo. Obama aveva opposto il veto presidenziale per non creare un precedente potenzialmente devastante e per salvaguardare l’alleanza strategica con i sauditi (magari un po’ tardivamente), ma a differenza delle altre 11 volte nelle quali il veto del Presidente aveva passato l’esame del Congresso questa volta non c’è riuscito. Con una maggioranza schiacciante di 348 voti contro 77 il Congresso ha respinto il veto presidenziale e approvato la legge.

Cosa succederà adesso?

Con il superamento del veto presidenziale al Justice Against Sponsors of Terrorism Act ora le famiglie delle vittime del 11 settembre potranno intentare una causa civile contro l’Arabia Saudita e chiedere miliardi di risarcimento. Riyad aveva cercato in tutti i modi di fare lobby per contrastare l’approvazione di questa legge che nei fatti potrebbe mettere in crisi i rapporti tra gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita con conseguenze gravi nei rapporti di forza nella difficile area del Golfo Persico. Obama, nell’apporre il veto presidenziale, aveva evidenziato il rischio di incrinare i delicati rapporti con i sauditi e la possibilità che l’Arabia Saudita come ritorsione espella le truppe americane dal proprio territorio oltre naturalmente a interrompere i rapporti con le tante aziende americane che operano in Arabia Saudita. Ma questo non è servito a convincere il Congresso a rinunciare alla giustizia. Secondo il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, il voto del Congresso «è la cosa più imbarazzante che potesse capitare agli Stati Uniti» e mette a rischio i già fragili equilibri nella regione. Anche il Direttore della CIA, John Brennan, si è detto molto preoccupato per le possibili conseguenze di questa decisione, mentre il Segretario alla Difesa, Ash Carter, ha invitato i Senatori americani a trovare una via per “mitigare” il JASTA onde evitare crisi con l’Arabia Saudita che metterebbero in grave pericolo gli equilibri regionali.

Nei fatti il Congresso americano ha ribadito uno dei cardini della democrazia americana, quello cioè che non prevede compromessi con la giustizia anche se in ballo ci sono i cosiddetti “interessi nazionali” mettendo gli interessi dei cittadini e la giustizia in prima fila rispetto alle questioni politiche. Sarebbe stato bello che la stessa cosa fosse avvenuta anche in occasione della causa intentata da alcuni cittadini americani contro la ANP (Autorità Nazionale Palestinese) e la OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) in occasione del processo che le aveva ritenute responsabili di attentati contro civili americani condannandole a un risarcimento di oltre 650 milioni di dollari. Ma si sa, i palestinesi possono fare i terroristi senza che nessuno osi fiatare o chiedere loro conto delle loro azioni e in quel caso il veto di Obama ha avuto il sopravvento sulla giustizia.

Scritto da Adrian Niscemi

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1 COMMENT

  1. La notizia non e’ tanto che si crea con questo un precedente storico, per il quale l’assioma arabo=petrolio= intoccabile, ha
    resistito fino ad oggi , ma che questo significa che l’era
    obamiana volge al termine e da anatra zoppa ormai e’
    considerato un’anatra senza gambe…..ed era ora

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