2015: tra ISIS e IRAN anno d’oro per il terrorismo islamico. Democrazie in pericolo

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Il 2015 che si sta per chiudere è stato senza dubbio un anno d’oro per terrorismo islamico. Dal ISIS al regime iraniano il pericolo islamico non era mai avanzato così tanto come nell’anno appena trascorso, non era mai stato evidente ed incombente come in queste ore.

ISIS – Stato Islamico

Per molto tempo sottovalutato come pericolo mondiale e sopravalutato come potenza militare regionale, l’ISIS – o Stato Islamico – nel 2015 ha portato il mondo occidentale a riflettere sulla pericolosità effettiva dell’espansione silenziosa dell’Islam in occidente, ma incredibilmente non è bastato per convincere certe fasce di progressisti (tra i quali molti governanti) a prendere misure concrete per arginare questa vera e propria invasione ostile che mira all’occupazione territoriale. Nemmeno gli attentati di Parigi e i molti attacchi a livello globale (dai sanguinosi attacchi contro i turisti occidentali in Tunisia all’aereo russo esploso in volo, solo per citarne due, ma sono centinaia) sono serviti a convincere le leadership occidentali ad affrontare il problema del terrorismo islamico con le dovute misure. Si continua a credere all’esistenza di un Islam alternativo e moderato, qualcosa di pacifico che non mira alla conquista dell’occidente e addirittura “ostile” allo Stato Islamico, quando invece i fatti dimostrano che non è così, che sebbene i mezzi siano leggermente diversi l’obiettivo del ISIS e di quello che viene impropriamente chiamato “islam moderato” sono gli stessi. Proprio a seguito degli attentati di Parigi la paura del terrorismo islamico ha costretto la capitale europea, Bruxelles, alla paralisi completa per diversi giorni, e proprio per fine anno la stessa paura ha costretto a sopprimere molte feste di fine anno o a blindarle in maniera del tutto inusuale per le democrazie occidentali. Eppure nessuno ancora vuole ammettere quello che è più che evidente, e cioè che l’occidente è sotto attacco da parte dell’Islam e che questo attacco proviene dal nostro stesso interno, da coloro cioè che sono nati e cresciuti in paesi occidentali. E’ la prova lampante che non esiste educazione ai valori della democrazia che possa competere con la legge islamica. Un musulmano resterà sempre legato prima di tutto alla Sharia anche a dispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali sui Diritti.

Iran

Il 2015 è stato l’anno del suicidio assistito del mondo di fronte al terrorismo islamico di Stato del regime iraniano. L’accordo sul nucleare iraniano raggiunto grazie alla follia di Barack Obama e la conseguente fine delle sanzioni contro Teheran consentirà all’Iran di avere tra qualche anno (se non prima) l’arma nucleare mentre nel frattempo la fine delle sanzioni ha riempito di dollari le casse degli Ayatollah il che permetterà loro di tornare a finanziare ad ampie mani il terrorismo islamico di matrice sciita (Hezbollah, Jihad Islamica, ecc. ecc.). A tal proposito va ricordato che l’obiettivo principale del regime iraniano è l’esportazione delle rivoluzione islamica in tutto il modo, che tradotto in parole povere è la versione sciita del califfato globale di matrice sunnita a cui mira l’ISIS. Non c’è quindi alcuna differenza tra gli obiettivi del regime iraniano e quelli dello Stato Islamico se non quella confessionale. L’Iran è quello che più di tutti ha beneficiato della espansione dello Stato Islamico in quanto è incredibilmente riuscito a convincere molti leader occidentali di essere fondamentale proprio nella lotta all’ISIS, quando in realtà non ha mai fatto nulla per contrastarlo nemmeno in Siria dove i pasdaran iraniani combattono solo i ribelli siriani non legati allo Stato Islamico. Ma è stata proprio questa convinzione sbandierata da Obama e dagli altri leader a spingere per la firma dell’accordo sul nucleare iraniano.

Ci sarebbe da parlare per ore di terrorismo islamico e di altri pericoli legati a questo fenomeno, dal risveglio di Al Qaeda ai talebani, dal rischio pachistano (troppo sottovalutato) all’espansione di Hezbollah in Sud America ma lo spazio è tiranno. Quello che ci preme sottolineare oggi, giorno di fine anno 2015, è come l’anno che si sta per chiudere abbia segnato in maniera indelebile la fine dell’occidente come lo abbiamo vissuto fino ad oggi a causa del terrorismo islamico. Oggi come non mai l’Islam mette in pericolo i nostri valori, le nostre abitudini, le nostre democrazie. E’ arrivato il momento di prendere coscienza del rischio che corre l’occidente, che noi tutti corriamo. Che questo fine 2015 e inizio 2016 serva a farci riflettere e, soprattutto, a farci reagire.

Scritto da Adrian Niscemi

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