Abu Mazen mente a tutto il mondo: il caso del Fondo Nazionale Palestinese

Che Abu Mazen sia un mentitore seriale lo sanno tutti, che con le sue menzogne fomenti la violenza in Israele quanto e forse più di Hamas è altrettanto provato, ma che si continui a parlare di Abu Mazen come un moderato o come addirittura un “angelo della pace” quando le sue vere intenzioni sono le stesse dei terroristi di Hamas, cioè la distruzione di Israele, ci sembra francamente un paradosso enorme a cui vorremmo in qualche modo porre fine traendo spunto da una ricerca di Doron Peskin apparsa ieri su Yedioth Ahronoth.

La ricerca di Doron Peskin affronta per la prima volta in maniera abbastanza accurata la questione del fantomatico Fondo Nazionale Palestinese, un fondo multimiliardario sul quale sono confluite e confluiscono le donazioni di privati, aziende e Stati destinati specificatamente a sostenere la lotta della OLP e della Autorità Nazionale Palestinese contro lo Stato di Israele e contro la sua legittimità.

Del Fondo Nazionale Palestinese si conosce ben poco nonostante sia a tutti gli effetti l’arma più potente in mano ad Abu Mazen in quanto gli consente di controllare a chi e come dare denaro. Non c’è un bilancio ufficiale di tale fondo come non esiste una lista degli investimenti o delle elargizioni verso attività di terrorismo, boicottaggio e delegittimazione di Israele, ma si sa per certo che si parla di somme miliardarie destinate unicamente alla delegittimazione e alla distruzione dello Stato Ebraico. Basta andare a dare una occhiata al sito web del Dipartimento espatriati della ANP, che gestisce parte delle attività legate al Fondo Nazionale Palestinese, per rendersene conto e per capire quale sia la priorità della ANP e della OLP, che non è certo la creazione di uno Stato Palestinese che viva in pace a fianco di Israele ma è unicamente la delegittimazione internazionale dello Stato Ebraico. In compenso è ricco di odio e di iniziative volte a innalzare la tensione usando le stesse menzogne usate da Abu Mazen per scatenare le violenze come quella che Israele vorrebbe giudaizzare il Monte del Tempio, la madre di tutte le bugie che punta dritto a rendere il conflitto israelo-palestinese una guerra di religione.

Nessun controllo sul Fondo Nazionale Palestinese

Come ci ricorda Doron Peskin, il Fondo Nazionale Palestinese è stato creato nel 1964 dai membri della OLP ufficialmente per gestire “i fondi del popolo palestinese” e, sempre ufficialmente, dovrebbe essere gestito dal Ministro delle Finanze palestinese. Nel corso degli anni sul Fondo Nazionale Palestinese sono confluiti miliardi di dollari provenienti da donazioni di Stati Arabi, privati (sceicchi) e altre entità più o meno legali. Si stima che il fondo abbia ricevuto circa 30 miliardi di dollari. La sede ufficiale del Fondo Nazionale Palestinese è ad Amman, in Giordania, e nel tempo non ha cambiato le sue prerogative e obbiettivi, neppure dopo gli Accordi di Oslo, anzi, da quel momento è diventato a tutti gli effetti il bancomat di ogni operazione di delegittimazione e di terrorismo nei confronti di Israele. Come detto non esiste un bilancio ufficiale del Fondo Nazionale Palestinese come non esiste una lista delle operazioni finanziate. Di certo è diventato una sorta di “scrigno segreto” prima per Yasser Arafat e poi per Abu Mazen e per le loro svariate attività non propriamente legali o legate ai destini della cosiddetta Palestina. Ma se le attività legali o illegali dei leader della ANP e dei loro famigliari ci interessano fino a un certo punto, ci interessa invece moltissimo l’uso che la ANP fa del fondo in configurazione prettamente anti-israeliana e di supporto alle attività di terrorismo e delegittimazione. Il Fondo Nazionale Palestinese è un pozzo senza fine di denaro senza controllo che può essere usato da Abu Mazen a sua totale discrezione, il tutto mentre lo stesso Abu Mazen continua a piangere miseria e, incredibilmente, continua a ricevere aiuti a pioggia per centinaia di milioni di dollari. Tecnicamente (per statuto) ci dovrebbe essere un comitato di controllo che amministri il fondo, ma in pratica non esiste alcun comitato da almeno 15 anni e ad avere il controllo totale del fondo è lo stesso Abu Mazen che lo usa, tra le altre cose, per finanziare il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), le milizie tanzim e le iniziative di delegittimazione di Israele. Ci sono prove che abbia usato i denari del fondo anche per molte iniziative private, ma questo è un problema interno alla ANP sul quale torneremo in un prossimo futuro. Quello che ci interessa adesso è dimostrare come Abu Mazen menta quando parla di pace con Israele o di voler creare una Stato Palestinese a fianco dello Stato Ebraico. Il Fondo Nazionale Palestinese ci dice l’esatto contrario, ci dice cioè che mentre in pubblico il Presidente palestinese parla di pace, nell’oscurità lavora per la guerra e per la distruzione di Israele.

Nei prossimi giorni Rights Reporter porterà avanti una iniziativa presso la Commissione Europea per fermare qualsiasi forma di finanziamento alla Palestina in quanto non solo dei fondi elargiti dalla Unione Europea per programmi di sviluppo in Palestina non ve ne è più traccia, ma anche perché il Fondo Nazionale Palestinese dimostra che la cosiddetta Palestina non ha bisogno dei fondi europei in quanto dispone già di abbastanza fondi per lo sviluppo che se sottratti al terrorismo potrebbero ampiamente coprire i fabbisogni del “popolo palestinese”. L’Europa deve scegliere se continuare a finanziare indirettamente il terrorismo palestinese oppure schierarsi apertamente per la soluzione dei due Stati e per la pace.

Scritto da Maurizia De Groot Vos

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