Accordo tra Egitto e Hamas? Pericolosi segnali di disgelo

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Egitto e Hamas potrebbero aver raggiunto un accordo temporaneo che porti gradualmente a un vero e proprio disgelo tra il Cairo e Gaza. E’ quello che sembra emergere da diversi segnali registrati dalla intelligence israeliana e dal Ministero degli Esteri di Gerusalemme.

Nelle ultime settimane il valico di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza è stato quasi sempre aperto consentendo a molti abitanti di Gaza di attraversare il confine e di recarsi in Egitto per i loro acquisti. Delegazioni economiche di Hamas si sono recate al Cairo per stringere accordi commerciali e si parla insistentemente di attivare una zona di libero scambio tra il valico di Rafah e l’adiacente regione del Sinai. A tutto questo va aggiunto che nelle ultime due settimane Hamas ha arrestato decine di salafiti legati a vario titolo al gruppo terrorista Ansar Bait al-Maqdis (ABAM – Sostenitori della Santa Casa) affigliati allo Stato Islamico e operanti nel Sinai.

Il più attivo in questa operazione, comunque ancora tutta da decifrare, sembra essere Mohammed Dahlan, arci-nemico di Abu Mazen e candidato alla sua successione, il quale ha dato il via a una vera e propria operazione di disgelo con il Cairo. La moglie di Dahlan, Jaleela, la scorsa settimana ha guidato una delegazione economica di imprenditori di Gaza che si è recata in Egitto per chiudere contratti commerciali e per iniziare le trattative per una zona di libero scambio tra Gaza e il Sinai volta a «migliorare le condizioni di vita degli abitanti della Striscia di Gaza e della Penisola del Sinai». Aumentati notevolmente anche gli ingressi di materiale in entrata nella Striscia di Gaza attraverso il confine egiziano, materiale che non sembra essere monitorato dagli egiziani con la stessa attenzione di qualche settimana fa, il che preoccupa notevolmente l’intelligence israeliana che teme non solo l’ingresso a Gaza di materiale proibito ma soprattutto teme che come in passato possano passare armi evolute destinate ai terroristi.

Hamas arresta decine di salafiti

A corredo di tutte queste “azioni” di disgelo vi sono poi le numerose operazioni di polizia portate avanti da Hamas contro gli attivisti salafiti legati allo Stato Islamico che stanno combattendo contro l’Egitto nel Sinai. Nella scorsa settimana sarebbero stati arrestati tra i 60 e gli 80 salafiti tra i quali risulta esserci Hazem al Ashqar, considerato l’esponente di spicco dei salafiti a Gaza. Testimoni oculari sentiti in Egitto parlano di veri e propri rastrellamenti della polizia di Hamas a seguito di segnalazioni che parlavano della intenzione dei salafiti di sparare razzi verso Israele.

Le reazioni in Israele

In Israele sono molto prudenti e prima di esprimersi vogliono capirci qualcosa. Una delegazione del Ministero degli Esteri è in queste ore al Cairo per cercare di capire fin dove arriva il disgelo tra Egitto e Hamas. Di sicuro preoccupa non poco l’allentamento dei controlli sulla merce in entrata a Gaza in transito al valico di Rafah. Si teme che gli iraniani ne approfittino per inviare armi e missili ad Hamas. Tuttavia ci sono anche risvolti positivi, primo tra tutti proprio gli arresti dei salafiti responsabili degli ultimi lanci di missili verso Israele. Hamas non vuole chiaramente una escalation con Gerusalemme e con una fava ha preso due piccioni, ha accontentato l’Egitto vista la vicinanza dei salafiti all’ISIS nel Sinai e allo stesso tempo ha tolto di mezzo coloro che cercavano di riportare la tensione tra Hamas e Israele a livelli altissimi. In ogni caso per il momento e fino a quando il tutto non sarà più chiaro, a Gerusalemme prevale la prudenza e la diffidenza.

Scritto da Sarah F.

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