Afghanistan: non si può dare copertura giudiziaria alle sanguinarie leggi islamiche

Il video, diffuso sabato scorso, è di una brutalità sconvolgente. La donna, accusata di adulterio, è accovacciata per terra mentre un talebano le si avvicina imbracciando un kalashnikov. Lui le punta il mitra alla testa e fa fuoco. La povera donna cade esamine all’indietro mette la folla applaude soddisfatta per avuto la sua parte di sangue giornaliera.

Il video non è stato girato in qualche sperduto villaggio dell’Afghanistan ma vicino a Kabul, quindi nel cuore di un Paese che in teoria dovrebbe essere amministrato con l’aiuto dell’occidente e, quindi, dovrebbe essere “civilizzato”. Invece non è affatto così. Dopo oltre un decennio di occupazione, migliaia di militari morti (tra cui 51 italiani) sono ancora i talebani con le loro primitive e sanguinarie leggi islamiche a governare il Paese. E lo fanno alla luce del sole, come ai bei tempi in cui erano Bin Laden e il Mullah Omar a dettare legge.

E’ per questo che siamo li? Per dare a questi assassini islamici una specie di copertura giudiziaria alle loro sanguinarie leggi? E’ ora di finirla con questa ipocrisia. O si pone fine una volta per tutte al dominio talebano oppure tanto vale tornarsene subito a casa e risparmiare tutti i soldi che ci costano le missioni. Non è possibile far sviluppare, civilizzare, l’Afghanistan fino a quando un solo talebano sarà presente e applicherà la Sharia in questa maniera. E se per fare questo ci vuole un atto di forza degno di questo nome allora si usi tutta la forza necessaria ad eliminare questi assassini che sembrano spuntati dal periodo più oscuro del Medio Evo.

Di esecuzioni come quella che si vede nel video ce ne sono quotidianamente in Afghanistan. Le scuole femminili, che in un paese civile nemmeno dovrebbero esistere perché discriminatorie, vengono continuamente attaccate perché i talebani non vogliono che le donne si evolvano, che studino. Troppo grande il pericolo che mettano in discussione il loro stato di schiavitù. Le donne costrette a portare il burqa, che doveva essere scomparso già da un decennio, sono ancora le protagoniste persino nel centro di Kabul. Insomma, l’unica cosa che è cambiata dopo l’intervento militare in Afghanistan e che questi assassini adesso hanno la copertura della legge internazionale. Per il resto è tutto come prima. Davvero uno schifo.

Sarah F.

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