Afghanistan: situazione disastrosa che favorisce Al Qaeda e i talebani (report)

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E’ uscito in questi giorni sul New York Times uno sconvolgente articolo a firma Alissa J. Rubin dove si racconta di come un padre afghano che vive con la famiglia in un campo profughi di Kabul, costretto a chiedere un prestito per comprare le cure per la famiglia, nell’impossibilità di restituire i soldi al creditore dovrà vendergli la figlia di soli sette anni che finirà in sposa all’uomo molto più anziano della piccola.

Quello riportato nell’articolo del NYT è solo uno spaccato della vita quotidiana degli afghani costretti a fare i conti non solo con la miseria ma anche con le regole tribali che dall’inizio della guerra (12 anni fa) non sono state minimamente scalfite. Si diceva che le donne afghane sarebbero state liberate, ma non è avvenuto. Si diceva che l’occupazione avrebbe portato la democrazia e cancellato per sempre i talebani, ma neanche questo è avvenuto, anzi, i talebani si sono rafforzati così tanto da riuscire ad influenzare anche il vicino Pakistan. Buona parte del Paese è militarmente in mano ai talebani, checché ne dicano i comandi alleati. Si diceva anche che si sarebbe interrotta la produzione di oppio, la maggiore fonte di guadagno per i talebani, ma anche questo non solo non è avvenuto ma negli ultimi due anni la produzione di oppio ha superato ogni record.

Insomma, la campagna afghana è stata un fallimento completo su tutta la linea e in un contesto del genere ci si appresta a compiere l’ultimo (e probabilmente fatale) errore: quello di abbandonare l’Afghanistan.

Le colpe: difficile dire di chi siano le colpe di tutto questo, molto più facile dare la colpa a tutti gli attori in campo, primo tra tutti il Governo USA che ha sistematicamente chiuso gli occhi di fronte alla dilagante corruzione e non ha fatto niente per indebolire i talebani. Possibile che i satelliti o anche un semplice aereo ricognitore non riesca a individuare migliaia e miglia di ettari di terreno coltivato a papavero? Perché non vengono distrutti? Possibile che l’alleanza più forte del mondo (la NATO) non riesca a prendere il controllo militare delle zone attualmente in mano ai talebani che oltretutto non dispongono di armamenti sofisticati? Oltre 12 anni di guerra non gli hanno minimamente indeboliti. Anzi, c’è il rischio concreto che dilaghino anche in Pakistan che, vorrei ricordarlo, ha le bombe atomiche.

Anche sul lato prettamente umanitario sono stati commessi errori a ripetizione. Molte ONG hanno abbandonato i progetti di sviluppo e di sensibilizzazione sui Diritti delle donne. Alcune lo hanno fatto perché minacciate e non volevano la protezione militare (un vero paradosso purtroppo molto frequente), altre perché non sono state in grado di “incidere” e favorire così quei mutamenti sociali necessari al Paese. Cancellate intere campagne per la scolarizzazione delle bambine afghane, per la vaccinazione dei piccoli afghani, per la costituzione di società cooperative femminili, ecc. ecc. Per ogni buon risultato ottenuto, prontamente pubblicizzato dalle autorità militari e civili, si registrano decine e decine di fallimenti. Ed è proprio il lato sociale quello che appare più fallimentare. In 12 anni non si è sciolta una sola assemblea tribale (jirga) le quali legiferano secondo regole e codici tribali medioevali, anzi, si è pensato bene di favorirne la nascita con danni incalcolabili sulle donne e la loro emancipazione e sulla promulgazione dei fondamentali Diritti Umani.

Al Qaeda: il gruppo terrorista fondato da Bin Laden è tutto fuorché sconfitto. Si è evoluto ed è diventato in tutto e per tutto una multinazionale del terrore che controlla da remoto molte aree dell’Asia e dell’Africa. E’ in grado di influire pesantemente sulla politica di molti Stati, a partire dal Pakistan per finire alla Nigeria. In Afghanistan, paradossalmente, ha più potere oggi di quanto non ne avesse prima dell’invasione. Controlla il mercato dell’oppio e delle armi. Decide le strategie militari ed è riuscito a coalizzare decine e decine di gruppi talebani arrivando così a costruire un vero piano militare su scala nazionale. Ha indubbiamente importanti appoggi politici che amministra sapientemente con imponenti tangenti. Controlla quasi tutte le assemblee tribali dove impone le sue regole votate all’estremismo islamico di tipo wahabita. La morte di Bin Laden non ha influito minimamente sulla sua operatività, a differenza di quanto afferma il Presidente Obama. Anzi, ha favorito la nascita di una nuova leadership più giovane ma anche più violenta e organizzata. Con loro dovremo fare i conti.

L’abbandono dell’Afghanistan porterà una nuova e prepotente ascesa dei talebani e di Al Qaeda, su questo mi sembra che ci siano pochi dubbi. Lasciamo un paese peggiore di come lo abbiamo trovato. Più corrotto, più violento, meno propenso alla tutela dei Diritti Umani, meno sviluppato, ancora più dipendente dal mercato dell’oppio, più antiquato e tribale. Dodici anni di guerra e di errori hanno portato a questo. Ma lasciare l’Afghanistan ora equivale a non aver compreso gli errori fatti sin qui, è perseverare nello sbagliare. Purtroppo alla Casa Bianca abbiamo un Presidente convinto di aver battuto Al Qaeda solo perché ha ucciso il suo vecchio e ormai ininfluente leader. Ma sono certo che alla fine il conto di tutti questi errori ci verrà presentato e dovremo pagarlo con gli interessi.

Adrian Niscemi

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