Afghanistan: situazione terribile per le donne (report)

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Una delle promesse fatte dalle potenze occidentali quando hanno dato il via alla invasione in Afghanistan era quella di restituire alle donne afghane i loro Diritti, di far loro togliere il burqa, di dar loro il Diritto allo studio, di cancellare la terribile usanza delle spose bambine vendute dalla loro famiglia spesso a vecchi ricchi.

A distanza di tanti anni e alla vigilia del ritiro da parte delle potenze occidentali  dall’Afghanistan, tutto questo non solo non si è avverato ma anche le pochissime conquiste acquisite in questi anni dalle donne in Afghanistan sono state vanificate d alcune misure prese negli ultimi giorni dal Governo afghano di Hamid Karzai definito impropriamente in occidente “un moderato riformatore”.

A farci un quadro della situazione delle donne in Afghanistan è Mary Akrami, una coraggiosa attivista afghana che gestisce diversi rifugi segreti per donne in fuga dalle loro famiglie, dai matrimoni imposti e dalle violenze alle quali troppo spesso sono sottoposte. Mary Akrami ci dice che nell’ultimo anno la situazione è ulteriormente peggiorata e che il numero delle donne in fuga dalle loro famiglie è aumentato del 110% tanto che la sua associazione ha dovuto moltiplicare il numero dei rifugi. Nella maggioranza dei casi si tratta di giovanissime ragazze vendute dalla loro famiglia come mogli-schiave riuscite a fuggire da una vita di violenze e soprusi. L’associazione di Mary Akrami le accoglie nei rifugi, offre loro assistenza legale, le fa studiare, insegna loro un lavoro e le protegge dai loro famigliari che spesso con violenza cercano di riportarle a casa o al loro “padrone”.

«A livello legale – ci dice Mary Akrami – qualche risultato lo avevamo avuto. Negli anni scorsi abbiamo denunciato oltre 300 uomini per gli abusi verso le donne e inizialmente qualche tribunale ci aveva dato ragione. 180 uomini sono stati condannati con pene lievi ma indicative di  un cambiamento. Abbiamo ottenuto che la polizia assumesse un certo numero di donne con il compito di proteggere le fuggitive o chi denunciasse abusi famigliari. Ma negli ultimi mesi gli estremisti hanno preteso un cambiamento di rotta e hanno introdotto leggi che impediscono di testimoniare a favore delle donne, una legge che trasforma una donna fuggita da gravi situazione  da vittima a colpevole in quanto la definisce “una cattiva donna”, una accusa infamante in Afghanistan. La polizia costringe con la forza le donne a tornare alle famiglie da dove sono fuggite, il tutto giustificato per legge».

Secondo i dati forniteci dalla associazione diretta da Mary Akrami oltre l’80% delle donne in fuga sono poco più che ragazzine, spesso vendute dalle loro famiglie quando avevano tra i 12 e i 14 anni. Vengono accolte nei rifugi segreti e istruite sui loro Diritti. Ma le nuove disposizione del Governo afghano mettono a serio rischio l’esistenza stessa dei rifugi. In pratica è caccia aperta ai luoghi di protezione i quali una volta scoperti vengono fatti chiudere e le donne trovate in quel luogo costrette con la forza a tornare alle famiglie dalle quali erano fuggite. Secondo Mary Akrami di molte di loro non se ne sa più niente e si teme che in molti casi, specie nei villaggi più sperduti, queste giovanissime ragazze sia state addirittura uccise di loro stessi famigliari. La stessa Mary Akrami è stata minacciata più volte di morte dai talebani.

L’ultimo atto del Governo è a dir poco vergognoso. Nel 2009 era stato introdotto un articolo di legge che puniva la violenza sulle donne, ora quell’articolo è stato abrogato in quanto non è “islamicamente corretto” e andrebbe contro i dettati dell’islam, per cui oggi le donne in Afghanistan possono essere maltrattate per legge e l’uomo dispone di loro in qualsiasi  forma.

Molte organizzazioni internazionali hanno duramente protestato per questo nuovo atto discriminatorio del Governo Karzai, ma fino ad oggi non hanno avuto alcuna risposta. E tra pochi mesi in Afghanistan non ci saranno più nemmeno le forze occidentali e quindi le ONG europee e americane che in qualche modo contribuivano alla sicurezza di associazioni come quella di Mary Akrami. Dove sono le promesse fatte nel 2001?

Report di M. Owen

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