Afghanistan: Trump cambia strategia. Più militari e azioni mirate anche in Pakistan

Kabul, Afghanistan (Rights Reporter) – Dopo l’attentato di eri che ha provocato un centinaio di morti e quasi 200 feriti, attentato rivendicato dai talebani, gli Stati Uniti corrono ai ripari e cambiano la loro strategia in Afghanistan e verso coloro che “appoggiano” il terrorismo.

In una dichiarazione rilasciata ieri in tarda serata il Presidente americano, Donald Trump, ha detto che «gli Stati Uniti sono impegnati per un Afghanistan sicuro e libero da quei gruppi terroristici che prendono di mira i nostri interessi, i nostri alleati e chiunque non condivida la loro malvagia ideologia».

Nel mirino di Trump non ci sono solo i talebani e i miliziani dello Stato Islamico ma anche chi li copre e finanzia. I riflettori sono puntati in particolare sul Pakistan, accusato di dare riparo ai talebani e di sostenerli attivamente, accuse rimandate al mittente da Islamabad che nega qualsiasi appoggio ai talebani.

Ma le informazioni di intelligence parlano chiaro. Il Pakistan non solo ospita importanti basi talebane nelle sue aree tribali, ma favorisce il traffico di oppio – maggiore fonte di introiti per i terroristi islamici – e lascia che armi e uomini passino indisturbati sul suo territorio. Anche i rapporti tra i talebani e il potentissimo ISI (Inter-Services Intelligence), i servizi segreti pakistani, sono noti da tempo alle intelligence occidentali.

Ancora più diretto di Trump è stato il segretario di stato americano, Rex Tillerson, il quale pur non menzionando né il Pakistan né altri “sospetti” quali l’Iran, il Qatar e la Turchia (da dove passa l’eroina Afghana diretta in Europa) ha detto che «non ci sarà più tolleranza per coloro, persone o Stati, che sostengono e offrono riparo ai terroristi».

Cambia la strategia americana in Afghanistan

Dopo la smobilitazione ordinata da Obama, il Presidente Trump sembra essere intenzionato a fare un passo indietro e a ordinare un rafforzamento del contingente americano. Secondo alcune fonti del Pentagono il Presidente Trump starebbe studiando soprattutto un aumento delle forze speciali americane che faciliti “un approccio basato sui fatti che accadono momento per momento sul terreno piuttosto che basato su strategie nel lungo periodo”. Nel mirino ci sarebbero non solo le basi vere e proprie dei talebani, anche quelle in Pakistan, ma anche l’ampia struttura con la quale si finanziano accentrata più che altro sulla produzione di papavero da oppio. A Washington sono convinti (giustamente) che si è perso troppo tempo e che sia arrivato il momento di “tagliare la testa del serpente”.