Al Qaeda: la rinascita in stile Hezbollah (analisi, parte prima)

al-qaeda-Al-Zawahiri

Al Qaeda non è affatto morta come sostiene il Presidente americano, Barack Obama, si è solo organizzata in maniera diversa il che ha reso il gruppo terrorista più potente al mondo ancora più pericoloso di quando non lo fosse quando il suo vertice era centralizzato.

Decentralizzazione, è questa la parola chiave imposta dal nuovo leader di Al Qaeda, Ayman al-Zawahiri, un sistema che attinge a piene mani da quello utilizzato da Hezbollah, un sistema composta da tante filiali all’estero, di organismi più o meno legali per il riciclaggio del denaro sporco proveniente dai traffici illeciti e per il finanziamento delle “operazioni”. E poi campi di addestramento distribuiti in tutto il mondo, dall’Africa al Sudamerica passando per l’estremo oriente. Infine un nuovo sistema di reclutamento basato su due pilastri: il web, attraverso cui distribuire i materiali e le informazioni, e i piccoli e medi centri islamici sottoposti a meno attenzione rispetto a quelli grandi e riconosciuti.

Ma partiamo proprio dalla base per analizzare la nuova rete di Al Qaeda. Già subito dopo l’invasione dell’Afghanistan i vertici del gruppo terrorista avevano capito che occorreva decentralizzare Al Qaeda e dividerla in tanti piccoli gruppi, una specie di tentacoli che però, nell’idea originale di Bin Laden, dipendevano ancora dal vertice. Già da allora, secondo diverse testimonianze raccolte dalle intelligence occidentali, Ayman al-Zawahiri voleva dare più autonomia ai gruppi decentrati anche perché avrebbe permesso a questi ultimi di preparare le operazioni senza bisogno di consultarsi con i vertici e quindi con meno probabilità di essere scoperti. Ma Bin Laden tenne duro e impose la sua linea. Il risultato è stato che negli ultimi anni i servizi di intelligence occidentali sono riusciti a sventare decine di attentati e a inquadrare il sistema di finanziamento usato da Al Qaeda e a smantellarlo.

Con la morte di Bin Laden e l’avvento di Ayman al-Zawahiri al comando di Al Qaeda, la vecchia teoria del dottore egiziano è tornata prepotentemente in auge. Così da diverso tempo i gruppi affiliati ad Al Qaeda decidono quali operazioni fare, dove e quando farle in maniera del tutto autonoma, senza cioè consultare i vertici per avere la loro autorizzazione. E’ vero che negli ultimi anni di vita di Bin Laden questa pratica si era diffusa comunque, ma solo l’avvento di Ayman al-Zawahiri l’ha “regolarizzata” e organizzata in maniera tale che ogni gruppo sia un circuito chiuso a se stante e quindi con poche possibilità di fuga di notizie, ma che agisca comunque per nome e per conto di Al Qaeda, che recluti a suo nome e che, sempre a suo nome, agisca per finanziare le proprie operazioni. Una volta ogni tanto (non c’è un tempo preciso per questo) i leader di tutti i gruppi affiliati e riconosciuti da Al Qaeda si riuniscono per stabilire le linee guida generali da seguire. Non è ancora chiaro se i leader si incontrano fisicamente oppure usano i moderni sistemi di comunicazione per queste riunioni. Quello che è sicuro è che Ayman al-Zawahiri ha creato un coordinatore per ogni area geografica che si sposta da un gruppo all’altro per dare alle varie “filiali” un minimo di coordinamento e una linea politica di base da seguire.

Ma quello che al-Zawahiri ha fatto per modernizzare il gruppo terrorista non si limita solo ad una decentralizzazione del potere ma si basa soprattutto su un nuovo sistema di finanziamento delle operazioni e dei gruppi attraverso una fitta rete di attività illecite. Su questo Al Qaeda ha copiato in tutto e per tutto gli Hezbollah e, anzi, in alcuni casi ne è complice direttamente come nel caso della cocaina sudamericana che arriva in Africa Occidentale dove usa strutture e coperture fornite dai gruppi locali di Al Qaeda per poi farla arrivare in Europa. E’ il primo caso conosciuto di collaborazione diretta tra il gruppo terrorista sciita libanese e quello sunnita. Stesso discorso per l’eroina afghana che per arrivare a destinazione usa l’Iran e la Turchia.

Come Hezbollah anche Al Qaeda ha creato una fitta rete di aziende per poter riciclare il denaro proveniente dalle operazioni illecite, aziende che più che altro sfruttano le leggi degli Emirati Arabi Uniti per poter nascere e operare ma che hanno basi legali persino in Europa e negli Stati Uniti.

Come si vede quindi Al Qaeda è tutt’altro che morta, anzi, si è evoluta ed è diventata ancora più pericolosa. Nella seconda parte analizzeremo quali sono i gruppi affiliati ad Al Qaeda, dove e come operano. Nella terza invece approfondiremo il sistema economico del gruppo terrorista.

Adrian Niscemi

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