Allarme attentati Al Qaeda: una esagerazione frutto degli errori di Obama

Ormai da giorni è in atto un enorme allarme terrorismo che riguarda le sedi diplomatiche americane e, probabilmente ma non è chiaro, anche altre sedi diplomatiche di altri Stati. Noi abbiamo cercato di capirci qualcosa e quindi abbiamo chiesto a un analista israeliano, dietro garanzia di anonimato, di spiegarci da cosa deriva questo allarme.

L’esperto israeliano di terrorismo ci dice:

cerchiamo di capire cosa ci dicono gli analisti della CIA. Avrebbero intercettato due terroristi di Al Qaeda i quali parlando tranquillamente al telefono avrebbero sostenuto di essere pronti a compiere un attentato. Alla CIA (o alla NSA) vanno anche oltre, affermano di sapere che la squadra di fuoco è già sul posto. Tuttavia alla CIA non sanno dove colpiranno i presunti terroristi e la cosa è abbastanza strana perché se è vero che sono riusciti a intercettare questa conversazione – stranamente in chiaro – sarebbe bastato triangolare la loro posizione per sapere in che Paese si trova la squadra di fuoco.

Quindi per lei la cosa è fumosa – gli chiediamo.

E’ più che fumosa. Se è vero che hanno intercettato una conversazione del genere è improbabile che non sappiano dove colpiranno. Se invece, come credo, il loro è solo un sospetto basato su una serie di conversazioni captate dai loro sistemi – e ne avvengono a decine ogni giorno – diramare un allarme di tale portata è stato un errore e dimostra come l’antiterrorismo americano sia del tutto impreparato.

Da cosa può derivare questo comportamento assai insolito?

Probabilmente dal timore di ripetere gli stessi errori commessi i giorni precedenti all’attacco al Consolato americano di Bengasi nel quale perse la vita l’Ambasciatore Chris Stevens. Anche in quel caso la CIA aveva intercettato una serie di messaggi che facevano presagire un attacco ad una sede diplomatica, ma sottovalutarono il pericolo. Probabilmente questa volta non vogliono correre rischi.

In sostanza si tratterebbe di un allarme volontariamente esagerato perché non hanno la più pallida idea di come, dove e quando colpiranno?

Più o meno è così. Hanno quasi la certezza che colpiranno, una situazione che comunque è quotidiana, ma credo che stiano navigando a vista, nel senso che nel dubbio hanno lanciato un allarme praticamente continentale. Al più potranno sempre dire che l’attentato non è avvenuto proprio grazie a questo allarme.

E la cosa è normale?

E’ normale che all’interno delle agenzie di intelligence ci sia un allarme del genere, ci sono quasi settimanalmente, non è invece normale che venga reso pubblico. Denota una estrema insicurezza. In fondo per i terroristi è già una vittoria. Spargere terrore è il loro obbiettivo e mi sembra che ci siano riusciti.

Ieri sempre gli americani hanno diffuso la notizia che i terroristi di Al Qaeda avrebbero messo a punto un nuovo tipo di esplosivo non rilevabile. In pratica lo scioglierebbero in acqua per poi farlo riassorbire dai vestiti dell’attentatore suicida. Lo ritiene verosimile?  

La tecnica potrebbe funzionare, ma non credo che un normale sniffer o un cane anti-esplosivo non riescano a rilevarlo. Allarmi di questo tipo, intendo di nuovi tipi di esplosivo elaborati da ipotetici tecnici di Al Qaeda, ne arrivano spesso e nella maggioranza dei casi si rivelano esagerati. Oggi ogni aeroporto o punto sensibile dispone di sofisticati sniffer che rilevano anche la più piccola traccia di esplosivo e mi creda, non c’è esplosivo che non lasci traccia.

Quindi anche in questo caso siamo di fronte a una esagerazione?

Probabilmente si. Non voglio dire che i terroristi non abbiano messo a punto una tecnica valida per occultare l’esplosivo, ma può funzionare solo in punti poco sensibili o poco controllati. Dubito che un terrorista con abiti intrisi di esplosivo possa riuscire a salire su un aereo o a entrare in un luogo sensibile.

Lei si è fatto una idea del motivo per cui l’amministrazione americana lanci questi continui allarmi?

Ho l’impressione che i tagli al budget dell’intelligence voluti da Obama abbiano creato un grande vuoto nel sistema informativo americano. Obama ha puntato tutto sulle nuove tecnologie elettroniche trascurando completamente il lavoro di intelligence sul campo. Questo sistema ha dimostrato ampiamente di non funzionare. Non si può fare prevenzione del terrorismo basandosi solo sulle intercettazioni elettroniche senza avere agenti sul campo che confermino gli eventuali sospetti. Visto la grandissima mole di messaggi che le varie cellule terroristiche si scambiano tra loro non si è in grado di stabilire quali siano i pericoli reali e quali invece siano quelli ipotetici o addirittura inesistenti. Questo crea grande confusione, e siccome i terroristi non sono stupidi e lo sanno, ne approfittano. Negli ultimi anni l’intelligence americana non ne ha azzeccata una (vedi il programma nucleare iraniano) e l’allarme generalizzato di questi giorni è solo la logica conseguenza di una diffusa confusione.

Un fallimento della politica di Obama?

Direi di si. L’America (e il mondo) sono molto più insicuri oggi di quanto non lo fossero cinque anni fa. La “nuova intelligence americana” ha fornito a Obama informazioni talmente errate e confuse da spingerlo a sbagliare tutto o quasi in politica estera. E non sembra che l’evidenza dei fatti abbia fatto ricredere Obama su alcune sue discutibili decisioni.

Redazione

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