Altro che primavera araba, è “primavera islamica” allo stato puro. Massacrati 24 cristiani

Da “primavera araba” a “primavera islamica” nel volgere di pochi mesi. Intendiamoci, lo si sapeva e lo aveva detto anche uno che di queste cose se ne intende, il grande Ayatollah iraniano, Ali Khamenei, il quale aveva gioito al risveglio dell’islam in Medio Oriente.

C’è differenza tra primavera araba e islamica. La primavera araba veniva intesa come un movimento arabo (ma non solo) volto ad ottenere maggiori Diritti e una maggiore libertà. La primavera islamica è qualcosa che tende a imporre l’islam a tutto campo e non solo nei paesi islamici. Nulla a che vedere con le parole “Diritti” e “Democrazia”. E l’esempio di tutto questo ce lo abbiamo davanti agli occhi, in Egitto, dove ieri la “primavera islamica” ha preteso il suo tributo di sangue infedele. E’ stato un massacro di cristiani copti che  protestavano pacificamente per la distruzione (l’ennesima) di una loro chiesa. Sul terreno sono rimasti almeno 24 morti e 200 feriti.

Vanamente hanno cercato di dare la colpa a ipotetici sostenitori del vecchio rais, Mubarak, o a non qualificati “provocatori” che avrebbero sparato sulla folla inerme e pacifica di cristiani che chiedevano maggiore protezione al Governo. La realtà l’hanno descritta alcuni testimoni cristiano-copti. Sono stati membri del Fratelli Musulmani a sparare per primi sulla folla scatenando l’inferno, seguiti a ruota dai militari che cercavano di fermare la folla imbufalita di fronte ai primi morti . In tarda serata, secondo altri testimoni e alcune TV, si è assistito addirittura ad una vera e propria caccia al cristiano con membri dei Fratelli Musulmani  che fermavano le macchine nel centro del Cairo in cerca di copti.

A dire il vero, specie da parte di chi continua a sostenere la definizione di “primavera araba”, arrivano diverse versioni, qualcuna che addirittura incolpa i copti i quali avrebbero avuto l’ardire di scagliarsi contro i militari che sparavano su di loro. Ma sono davvero arrampicamenti sugli specchi. La realtà è che in Egitto c’è una vera e propria caccia al cristiano. Ora, sempre da parte dei soliti, si cercherà di sminuire parlando di “episodi isolati” dimenticando che sono mesi che queste “episodiche provocazioni” bruciano chiese e ammazzano senza pietà.

L’occidente non può e non deve rimanere impassibile di fronte a questo vero e proprio massacro di cristiani e a questa politica di espansione violenta dell’islam. L’indignazione e le parole di condanna non bastano più. Non vedere l’allarmante realtà mascherandola dietro a improbabili “primavere arabe” è pericoloso e dannoso nella tutela dei cristiani presenti nel mondo islamico e nella difesa del mondo libero. L’occidente deve intervenire andando molto oltre la condanna verbale mettendo in atto tutte quelle misure atte a fermare l’espansione islamica e a punire quei Governi che si rendono complici di questi massacri. Adesso la caccia al cristiano è in Egitto (ma anche in Turchia, in Iraq, in Iran, in Algeria e in altri Paesi islamici), quanto dovremo aspettare perché questa caccia si sposti anche in occidente? E se qualche “buonista” dovesse pensare che questa è “istigazione alla guerra di religione” sappia che loro, gli islamici, portano avanti questa guerra da secoli e la stanno vincendo perché l’occidente continua a porgere l’altra guancia.

Sarah F.

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