Anche la Lega chiagne e fotte

Toh, anche la Lega Nord prende tangenti. Siamo ancora alle ipotesi di reato ma il colpo è grosso. Secondo la magistratura milanese il Presidente del Consiglio regionale lombardo, il leghista Davide Boni, avrebbe preso delle tangenti per nome e per conto della Lega Nord.

Ripeto che siamo solo alle ipotesi di reato e che nessuno è colpevole fino a quando la sua colpevolezza non viene provata con certezza, ma la mazzata sulla testa della Lega Nord è davvero grossa.

Non voglio entrare nel merito delle indagini, voglio invece analizzare la questione da un lato squisitamente politico. La Lega Nord di Umberto Bossi (per altro lui stesso condannato in maniera definitiva per finanziamento illecito ai partiti) sembra essere arrivata al capolinea. Il cosiddetto “cerchio magico” ne ha combinate di tutti i colori e le ultime dichiarazioni di Bossi su Monti sono solo l’ultima goccia. La Lega deve mandare a casa il senatur, cancellare tutte le porcate “romane” fatte da Bossi insieme a Berlusconi e rinascere partendo da Maroni. Non ci sono alternative a questa scelta se il movimento vuole ancora ergersi a difensore della legalità.

Così com’è adesso la Lega ricorda tanto quel detto napoletano che dice “chiagne e fotte”, piange e fotte, dice una cosa ma ne fa un’altra. Non è una novità, lo ha fatto per anni insieme a Berlusconi e adesso, mentre ha contribuito proprio con il Cavaliere ad affossare l’Italia, dice che la vuol salvare. Forse ci potranno credere i montanari sparsi tra le Alpi che mentre mungono leggono la Padania (che della storia di Boni non parla), ma convincere la maggioranza degli elettori leghisti sarà un po’ dura.

I leghisti devono prendere coraggio e fare pulizia. Fuori dalle scatole Bossi e tutto il Cerchio Magico, avanti con Maroni e con i suoi uomini. Solo così la Lega Nord potrà tornare quel movimento pulito che era quando è nata.

Carlotta Visentin

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