Anche noi siamo “criminali”. Campagna per alimentare la fontana della verità

Curioso sentire dal grande burattinaio dei media nostrani che “chi critica il lavoro del Governo è un criminale”. L’anatema, lanciato da Berlusconi, era diretto naturalmente a quella stampa che non riesce a controllare e che, chiaramente, è comunista nonché criminale.

Il Premier si incazza perché qualcuno osa criticare il suo operato. In particolare (sono parole sue) con quella “stampa di sinistra per il modo in cui ha cercato di distruggere l’operato del governo sul caso rifiuti e sulla ricostruzione in Abruzzo”. Chissà perché quando uno critica l’operato del Governo è un comunista. Persino Fini è diventato improvvisamente bolscevico.

“La stampa che critica l’operato del Governo è anti-italiana e criminale” rincara la dose il Premier imbufalito dal fatto che non riesce a chiudere la bocca di tutti o a gestire tutto quello che viene scritto sui giornali o su internet. Capiamo benissimo che vorrebbe tutti allineati e succubi al padrone, insomma vorrebbe tanti Sallusti e Belpietro, tanti Fede e Minzolini, tutti allineati a alle direttive del “Capo” e pronti a sbranare chiunque dissenta. Per fortuna che non è così e che ci sono giornali (pochi) ancora sufficientemente indipendenti da permettersi il lusso (naturalmente criminale) di contestare il “rais di Arcore”.

Siamo orgogliosi, nel nostro piccolo, di appartenere a quella schiera di “criminali” che osa contestare il “Mullah di Arcore”, consapevoli del rischio che ci piombi addosso una fatwa o che qualcuno tenti di tapparci la bocca. Ma come diceva John Milton nel lontano 1644, “la verità è come una fonte che scorre. Se le sue acque non fluiscono in perpetua continuità, imputridiscono in uno stagno melmoso di conformismo e tradizione”. Ecco, noi vogliamo che la verità fluisca perpetua e copiosa verso tutti coloro che non sono in grado di conoscerla. Per questo continueremo imperterriti a denunciare le malefatte di questa classe politica (di ogni colore) che pensa alla politica come a un mezzo per garantirsi privilegi e non come a un’arma da usare per il bene del popolo. Continueremo a lottare contro ogni forma di censura e contro ogni tentativo di “stoppare” la verità. D’altra parte siamo criminali….. o no?

L’immagine di Anna Politkovskaja non è stata scelta a caso. La giornalista russa è stata ammazzata il 7 ottobre 2006, guarda caso il giorno del compleanno del Premier russo, Vladimir Putin, amico intimo di Berlusconi e bersaglio di feroci critiche proprio da parte di Anna Politkovskaja. Putin l’aveva più volte etichettata come “criminale”.

Carlotta  Visentin

© 2010, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata