Ancora attacchi islamici alla stampa e alle sinagoghe. E’ il momento di fare qualcosa

Come avevamo previsto, passata l’emozione della grande manifestazione di Parigi per protestare contro l’attacco a Charlie Hebdo e al supermercato Kosher di Parigi, tutto è tornato silente sul terrorismo islamico in Europa, quasi che non lo si volesse disturbare, che non lo si volesse nominare con il suo vero nome. Non è servito nemmeno l’attacco all’Hamburger Morgenpost per ricordarci che l’Islam non fa sconti a nessuno e non ammette una stampa libera che possa in qualche modo mettere in discussione la teologia islamica della prepotenza e della altrui sottomissione. Ma ci pensano loro, i terroristi islamici, a ricordarci il pericolo che abbiamo in casa. Ieri il terrorismo islamico è tornato a colpire a Copenaghen, nella tranquilla Danimarca, e ancora una volta ha colpito due simboli per eccellenza a lui ostili, una manifestazione per la libertà di stampa e una sinagoga ebraica.

Non vogliamo in questa occasione fare la cronaca di quello che è accaduto ieri (nella notte uno dei terroristi sarebbe stato ucciso) o ricordare i morti innocenti della follia islamica, i media ne sono pieni, vogliamo solo evidenziare come il pericolo non sia finito con il massacro di Charlie Hebdo e del supermercato kosher di Parigi, si è solo defilato di fronte a una manifestazione così mastodontica. Ma sotto ha continuato a lavorare, coperto come sempre da quello che impropriamente molti europei continuano a chiamare “Islam moderato”, quello stesso Islam moderato che ipocritamente sfilava per le vie di Parigi e che per poche ore ha fatto sentire la sua flebile voce salvo poi tornare a propinare le loro sanguinarie idee magari nascoste da una buona dose di ipocrisia.

Il problema non è finito con Charlie Hebdo e con il supermercato kosher di Parigi, al contrario, il problema è iniziato con quei due sanguinosi episodi. Passata la “sbornia” della manifestazione di Parigi e passato l’eco delle belle parole tutti gli “islamici moderati” sono tornati prontamente sulle loro linee intransigenti, è tornata la critica alla satira, alla libertà di parola, gli attacchi alla comunità ebraica e le prepotenze impositive. Sono bastate solo poche settimane.

Beh, scusate ma noi non ci stiamo. Non ne vogliamo fare una guerra di religione né vogliamo vietare l’Islam in Europa, ognuno è libero di professare la propria fede, ma come abbiamo spiegato in un’altra circostanza c’è una chiara violazione della legge europea nell’insegnamento e la pratica dell’Islam così come interpretato dalla Dichiarazione Islamica dei Diritti Umani, una dichiarazione su cui si basa proprio quell’Islam moderato che tanto piace a una certa fetta di benpensanti da salotto. E siccome siamo certi che anche in questa occasione l’Islam moderato saprà strategicamente tacere diventando ancora una volta complice dei terroristi, abbiamo deciso di fare il grande passo e iniziare concretamente una lotta legale per vietare la Dichiarazione islamica dei Diritti Umani su tutto il territorio europeo. Lo faremo con un esposto al Parlamento Europeo e ad altre istituzioni della UE evidenziando come un tale documento sia in contrasto con tutte le leggi europee in quanto non riconosce quelle stesse leggi come fondamento delle legislazione europea ma mette la legge islamica al di sopra delle leggi nazionali ed internazionali. E’ un primo passo che certamente non potrà evitare il terrorismo islamico ma di sicuro contribuirà a smascherare la grande ipocrisia che si cela dietro al cosiddetto “islam moderato”.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Carlotta Visentin

[glyphicon type=”euro”] Sostieni Rights Reporter

© 2015, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata