Armi USA ad Arabia Saudita si o no? Il doppio standard dei pacifisti con l’Iran

Una risoluzione bipartisan per fermare la vendita di 1,15 miliardi di dollari di armi all’Arabia Saudita. E’ quella presentata dai senatori repubblicani Rand Paul e Mike Lee e dai senatori democratici Chris Murphy e Al Franken.

«Vendere 1.15 miliardi di dollari di carri armati, armi, munizioni e altri armamenti a un paese con una scarso rispetto dei diritti umani, coinvolto in una sanguinosa guerra, è una ricetta per il disastro e una escalation verso la corsa al riarmo in tutta la regione» ha detto il Senatore Rand Paul in una dichiarazione rilasciata agli organi di stampa.

Lo scorso 9 agosto il Pentagono ha annunciato che il Dipartimento di Stato USA aveva approvato la vendita di oltre 130 carri armati Abrams, 20 veicoli blindati per trasporto e recupero truppe oltre ad altri armamenti di varia natura all’Arabia Saudita, una decisione che aveva spinto 64 membri della Camera dei Deputati americana a scrivere una lettera al Presidente Obama nella quale si sollecitava a non effettuare la consegna delle armi. La scorsa settimana i quattro senatori democratici e repubblicani hanno messo nero su bianco la loro contrarietà presentando una risoluzione che potrebbe realmente bloccare la colossale vendita di armi e mandare in fumo l’affare miliardario.

Nell’introdurre la loro risoluzione i quattro senatori americani hanno posto l’accento sulla sanguinosa guerra in Yemen dove l’Arabia Saudita partecipa attivamente in seno a una coalizione di Stati sunniti che sostengono il Governo contro i ribelli sciiti sostenuti dall’Iran. Secondo molti gruppi per la difesa dei Diritti Umani le azioni dell’Arabia Saudita in Yemen avrebbero causato la morte di migliaia di civili mostrando totale disprezzo per le vite umane e per questo la risoluzione chiede di fermare la vendita di armi a Riyad. Oltre a questo i senatori evidenziano come ci sia il rischio che questa vendita di armi porti a una corsa al riarmo in tutta la regione coinvolgendo anche l’Iran e aumentando il rischio di uno scontro aperto tra i due colossi musulmani che rappresentano lo scontro tra sunniti e sciiti.

In realtà in molti mettono in dubbio che la risoluzione possa bloccare la vendita di armi ai sauditi in quanto è arrivata dopo i 30 giorni previsti per le contestazioni da quando la notifica è arrivata al Congresso, ma i quattro senatori hanno ribattuto che la legge del 1976 denominata “Arms Export Control Act” permette ai senatori di bloccare una vendita di armi approvata dal Presidente.

Dispute legali a parte, che verranno dipanate nei prossimi giorni, i gruppi per i Diritti Umani hanno plaudito all’iniziativa bipartisan dei quattro senatori americani che comunque non risolve l’altro punto fondamentale, cioè la necessità da parte degli americani di rafforzare militarmente i loro alleati arabi in Medio Oriente al fine di contrastare l’espansionismo iraniano. Teheran infatti continua il suo massiccio riarmo senza che nessuno, nemmeno gli stessi gruppi per i Diritti Umani, protestino per questo.

Scritto da Adrian Niscemi

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