Assange? Il criminale internazionale del condom

Lo hanno preso. Ieri Daniel Assange, l’uomo più ricercato del pianeta (forse più di Bin laden) si è consegnato alla polizia inglese. Ma l’arresto non è avvenuto a seguito delle rivelazioni del sito pirata di Wikileaks, no, sembra che il ragazzo abbia fatto sesso con due donne senza indossare l’indispensabile preservativo, reato gravissimo per cui la Svezia ha chiesto un mandato di cattura internazionale. Tutto il mondo tira un sospiro di sollievo, il criminale del condom è finalmente dietro le sbarre e non potrà più formicare impunemente senza la dovuta protezione.

Naturalmente la caccia all’uomo internazionale scatenata dagli USA era solo per questo reato. La CIA, il MOSSAD, l’ex KGB, l’MI5 e tutti i servizi segreti del mondo gli davano la caccia solo per fermare un pericoloso criminale poco avvezzo all’uso del lattice (magari è pure allergico). Insomma, Assange è dentro perché non ha usato il preservativo in un rapporto consenziente con due procaci giovani svedesi le quali, per la cronaca, hanno continuato a chiamarlo e a mandargli messaggini d’amore.

Frattini ha tuonato che bisogna processarlo come prevedono le leggi internazionali, Obama lo vuole rinchiudere a Guantanamo, il Governo di sua Maestà ha interessato il Tribunale Penale Internazionale che chiaramente è competente in materia essendo già impegnato in processi che prevedono lo stupro di massa e l’uso scorretto del preservativo. Putin lo aspetta in Siberia, Gheddafi ha pronta per lui una tenda canadese nel deserto del Sahara, gli arabi lo vorrebbero tutto per loro onde applicare la rigida legge coranica. Povero Assange, tutto per un maledetto condom. L’unico a volerlo premiare è il Vaticano, notoriamente ostile all’uso del preservativo.

E pensare che la gente di tutto il mondo era convinta che la caccia a Daniel Assange era legata alle rivelazioni di Wikileaks, che tutti gli attacchi informatici al suo sito internet fossero per quei documenti imbarazzanti che da qualche giorni diffonde e che i killer di tutte le agenzie segrete e super segrete lo stessero cercando per fulminarlo e per zittirlo in maniera permanente. Adesso sappiamo che il mondo si sbagliava. Gli attacchi al suo sito erano per costringerlo a emergere dal suo nascondiglio e che i servizi super segreti gli davano la caccia per evirarlo (così impara).

Tranquilli quindi, nell’arresto di Daniel Assange non c’è un complotto internazionale per zittire la verità e per limitare la libertà di stampa, non c’è la volontà di bloccare le rivelazioni di Wikileaks. C’è solo la volontà di mettere dietro alle sbarre un pericolo criminale internazionale che non usa il preservativo nei suoi pittoreschi rapporti sessuali. Tutto qua. E voi che eravate tanto allarmati e che temevate che la libertà di parola e di stampa fosse messa in discussione. Ha ragione Frattini, bisogna processarlo, anzi, scriviamo a Moreno Ocampo e diciamogli di lasciare perdere quegli inutili processi sul genocidio del Darfur o del Congo e di concentrarsi su Assange, il criminale internazionale del condom più pericolo al mondo.

Bianca B.

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