Assedio a Gaza: alcune informazioni che non troverete sui media occidentali

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A leggere i media occidentali sembra che la Striscia di Gaza sia stretta in una specie di morsa mortale dai soliti cattivoni israeliani e che tutti i problemi di Gaza dipendano da questo. Ma è veramente così? Vediamo.

Egitto e Striscia di Gaza

L’Egitto ha letteralmente blindato la Striscia di Gaza. Dopo aver demolito praticamente ogni tunnel che partiva da Gaza e finiva in Egitto mettendo in ginocchio l’economia di Hamas che si basava sul contrabbando, ha costruito una zona cuscinetto di cinque chilometri lungo tutto il confine, una “buffer zone” che a breve raddoppierà diventando di 10 Km. Ha chiuso il valico di Rafah che viene aperto per poche ore solo un paio di volte al mese. Con i palestinesi che tentano di uscire dalla Striscia di Gaza per fuggire in Europa usa il pugno duro. Non importa se essi siano uomini, donne o bambini. Se li scopre, li arresta e li rispedisce indietro, all’interno della Striscia di Gaza. Ha ridotto sensibilmente la fornitura dell’energia elettrica e dell’acqua potabile (quest’ultima quasi azzerata), quasi eliminato il supporto sanitario agli abitanti di Gaza.

La Autorità Nazionale Palestinese (ANP) e la Striscia di Gaza

Non tanto diversamente dall’Egitto si comporta la ANP. Ha fatto in modo di bloccare tutti i fondi destinati alla ricostruzione di Gaza e al pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Dopo aver saputo che il milionario palestinese Muhammad Dahlan, nemico giurato di Abu Mazen, aveva aiutato economicamente i feriti della recente guerra con Israele perché a Gaza non arrivavano i fondi, ha deciso anche il blocco degli aiuti alle famiglie dei feriti e ha “intimato” a Israele di non accoglierli nelle sue strutture per curarli. Un esempio di “fratellanza”.

Israele e la Striscia di Gaza

Ed eccoci a quei cattivoni di israeliani. Come si comportano gli israeliani con la Striscia di Gaza? Prima di tutto non c’è nessuna buffer zone tra Gaza e Israele (il che per noi è un errore), i valichi sono quasi sempre aperti e ogni giorno passano migliaia di tonnellate di aiuti. Israele fornisce a Gaza 132 megawatt di energia elettrica (contro i soli 32 megawatt forniti dall’Egitto) e quello che non fornisce in pura energia lo fornisce attraverso il carburante per la centrale elettrica di Gaza. Israele fornisce poi a Gaza qualcosa come 5 milioni di metri cubi di acqua potabile. Insomma se a Gaza bevono acqua potabile lo devono a Israele, né alla ANP né tantomeno all’Egitto, che pure sono “fratelli” e dovrebbero farlo loro. Se non ci fosse Israele nelle tubature di Gaza scorrerebbe acqua salata perché il desalinatore che doveva essere costruito diversi anni fa non è stato ancora costruito (il problema lo abbiamo affrontato qui). Però adesso si pensa di costruirne almeno tre, solo che per farli funzionare serve un sacco di energia. E chi dovrà fornire l’energia? Ma naturalmente Israele. E come lo farà? Attraverso la costruzione di un gasdotto che non alimenterà solo i desalinatori ma anche la nuova centrale elettrica di Gaza la cui costruzione è prevista, secondo l’unione Europea, entro il 2016. Non è una ipotesi, è tutto nero su bianco a Bruxelles e sarà all’ordine del giorno alla Knesset non appena possibile.

Qualcuno direbbe “israeliani cornuti e mazziati”, non solo devono subire i continui attacchi di Hamas, le continue minacce, ma devono anche fornire ai terroristi i beni essenziali come, acqua, luce, viveri, aiuti sanitari, cemento armato (ufficialmente per le case ma sappiamo che fine fa). E adesso si discute addirittura di costruire un gasdotto che porti il gas necessario a far funzionare i desalinatori e la nuova centrale elettrica. Perché, per esempio, quel gasdotto non passa per l’Egitto invece che per Israele?

E cosa succederebbe se Israele facesse come sta facendo l’Egitto? Cioè, cosa accadrebbe se Israele costruisse una zona cuscinetto di 10 Km recintando il tutto, se smettesse di fornire acqua ed energia alla Striscia di Gaza, se chiudesse ermeticamente i valichi e non facesse più passare nulla? Beh, è semplice: succederebbe il finimondo. Assisteremmo allo sdegno internazionale e a grandi manifestazioni di protesta contro “l’assedio di Gaza” perpetrato da quei cattivoni di israeliani. Peccato che gli unici ad “assediare Gaza” siano proprio coloro che si dicono “fratelli” dei palestinesi e che, di contro e paradossalmente, gli unici a “rompere l’assedio di Gaza” siano gli israeliani, gli stessi che i pacivendoli condannano per quel “terribile assedio” mentre tacciono spudoratamente su quello che stanno facendo gli egiziani e la ANP. E allora, chi assedia chi?

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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