Attacco al supermercato kosher di Parigi: l’ordine arrivò dall’estero

L’attacco al supermercato kosher di Parigi che lo scorso 9 gennaio fece quattro morti e che seguì quello al giornale satirico Charlie Hebdo fu ordinato dall’estero. E’ quello che emerge dalle indagini condotte dal procuratore di Parigi Francois Molins.

«Siamo di fronte a radicali islamici che agiscono con discrezione» ha detto Molins in una intervista al giornale Le Figaro riferendosi al terrorista Amedy Coulibaly autore della strage. «Questi individui sembrano agire da soli (i famosi lupi solitari) ma quando si va a indagare in profondità si scopre che operano per conto di gruppi terroristici, che sono ben organizzati e per nulla improvvisati e che rispondono a direttive ben precise che arrivano da gruppi quali il Daesh (acronimo arabo per definire l’ISIS) o il Fronte al-Nusra». Il procuratore di Parigi non specifica con chiarezza chi avrebbe dato l’ordine di attaccare il supermercato kosher di Parigi affermando che «le indagini sono ancora in corso» ma pone fermamente l’accento sul fatto che non si è trattato di un attacco improvvisato ma di un atto terroristico studiato attentamente e finanziato dall’estero. Va ricordato, oltretutto, che il supermercato kosher non era il principale obbiettivo di Amedy Coulibaly che invece puntava a una strage di bambini ebrei che frequentano una scuola ebraica nelle immediate vicinanze.

Insomma, da quello che emerge dalle indagini svolte dalla Procura di Parigi si evince con chiarezza che la teoria del “lupo solitario” sbandierata per minimizzare l’attacco di matrice antisemita non regge e che siamo di fronte a una chiara e decisa strategia antisemita internazionale che mira a colpire obbiettivi ebraici in Europa.

Parlare con chiarezza di antisemitismo

Le parole del procuratore di Parigi, Francois Molins, ci devono spingere ad aprire una riflessione volta prima di tutto volta a capire perché la stampa internazionale tenda a minimizzare quelli che sono chiaramente attacchi di matrice antisemita. Lo hanno fatto nel caso dell’attacco alla scuola ebraica di Tolosa, lo hanno fatto ancora nel caso dell’attacco al museo ebraico di Bruxelles e in tanti altri casi meno eclatanti. Parlare di “lupi solitari” quando invece c’è una precisa strategia antisemita, non solo sminuisce la realtà ma oscura un problema reale che è quello del forte aumento dell’antisemitismo in Europa, un antisemitismo di matrice nazi-islamica che usa le vicende mediorientali solo per attirare adepti ma che in realtà altro non è che la trasfigurazione del vecchio nazismo islamico/palestinese adattata ai giorni d’oggi. Se su questo non siamo più che chiari allora non facciamo una buona informazione ma continuiamo a sminuire un problema enorme che ci portiamo appresso da decenni e che sta riesplodendo con fragorosa evidenza.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sharon Levi

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