Attacco terroristico a Israele ed Egitto: il Sinai in mano ai gruppi terroristici

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E’ stato un attacco senza precedenti quello avvenuto ieri sera lungo il confine tra Israele, Egitto e Gaza. Un gruppo di terroristi si è impossessato di due veicoli blindati egiziani dopo aver ucciso almeno 15 militari egiziani. Un veicolo si è fatto poi esplodere contro il valico di Kerem Shalom mentre l’altro è riuscito ad entrare in Israele dove però è stato distrutto dall’IDF.

Secondo quanto riporta il comando dell’IDF non ci sono né vittime né feriti tra i soldati israeliani ma il rischio corso è stato davvero grande. Il Ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha parlato di “un grande attentato sventato” e della necessità che l’Egitto riprenda il controllo della penisola del Sinai.

Non è ancora chiaro a chi fossero legati i terroristi (tutti uccisi) ma le autorità israeliane stanno lavorando a stretto contatto con quelle egiziane per capire chi fossero e da dove venissero. Si sospetta fortemente che fossero terroristi della Jihad Islamica e che provenissero da Gaza, ma ancora non ci sono certezze. Sembra anche che il loro obbiettivo, oltre a compiere un massacro, fosse quello di rapire uno o più soldati israeliani, ma anche su questo al momento non ci sono conferme.

Stupisce molto il fatto che i terroristi per entrare in possesso dei due mezzi blindati abbiano ucciso dei militari egiziani e questo farebbe propendere gli analisti israeliani ed egiziani verso l’esclusione di Hamas dalla responsabilità di questo attentato. Tuttavia sembra abbastanza certo che sebbene la base dei terroristi fosse nel Sinai essi provenissero da Gaza. Ecco perché si tende a pensare alla Jihad Islamica legata ad Al Qaeda.

Questo attentato conferma ancora di più che l’Egitto attualmente non controlla il Sinai. Per questo il Premier egiziano, Mohamed Morsi, ha convocato per oggi una riunione urgente degli apparati di sicurezza egiziani e ha organizzato un incontro con il Consiglio Militare. Il fatto che l’attacco, sebbene diretto a Israele, abbia coinvolto pesantemente anche l’Egitto dimostra come i terroristi non si fermino di fronte a niente   e di come Israele ed Egitto abbiano bisogno di una politica concordata sulla sicurezza del Sinai e dei confini.

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