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Attentati terroristici in Israele: condividere o no i filmati?

Condividere o no i filmati degli attentati terroristici in Israele? Su questo ci sono due linee di pensiero e anche una discreta discussione, specie dopo che ieri la famiglia di una vittima di un attacco ha mostrato disappunto per la diffusione del video (senza censura) del terribile attacco subito dal suo congiunto.

video-attentato-terroristicoLa discussione sui social media vede due linee di pensiero, quella che vorrebbe che i video siano diffusi senza alcuna censura per mostrare al mondo la crudeltà degli attacchi e dei palestinesi, mentre l’altra linea di pensiero vorrebbe che i video non venissero condivisi anche per rispetto delle vittime. Ieri la discussione si è ulteriormente animata quando i famigliari di Tzvika Cohen, 48 anni, brutalmente aggredito in un centro commerciale da un palestinese armato di ascia, hanno manifestato il loro disappunto per la forte condivisione del violentissimo video dell’aggressione. Secondo quanto riporta Channel 2 il video sarebbe stato inviato ai famigliari via WhatsApp e avrebbe causato un malore al figlio e al fratello della vittima.

In merito a questa discussione Rights Reporter ha scelto una linea “prudente” scegliendo di condividere solo alcuni video sul suo sito dedicato e mai sul sito principale. In realtà anche noi siamo molto combattuti. Il mondo dovrebbe vedere di cosa sono capaci i terroristi palestinesi ma per mostrarlo i video andrebbero diffusi integralmente e senza alcuna censura, cosa che però il buon senso etico e la dignità delle vittime sconsigliano. E’ difficile scegliere tra il mostrare la brutale verità o limitarsi semplicemente a raccontarla. Se andassimo in cerca di facili like dovremmo mostrare tutta la brutalità che sprigiona da questi video e se veramente servisse a convincere qualche odiatore a cambiare idea sarebbe probabilmente un prezzo accettabile da pagare, ma purtroppo spesso questi video servono solo ad eccitare la sete di sangue degli odiatori, non a fargli cambiare idea. Servono a glorificare i “martiri” e ad accentuare l’odio verso Israele. Per questo motivo non cambieremo la nostra “linea prudente” cercando di evitare la condivisione di quei video che, come nel caso di Tzvika Cohen, possono sconvolgere i famigliari e i congiunti delle vittime. Ma attendiamo comunque di conoscere il parere dei nostri lettori.

Redazione

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  • Alberto Levy Feb 29, 2016, 14:05

    Io sono daccordo nel divulgare questi video. I video anti-israeliani montati a regola d’arte da propagandisti professionisti vengono divulgati in tutto il mondo. Cosi’ pare alla gente che i cattivi siano solo gli israeliani. Se si riuscisse a convincere parte dei media a divulgare video che mostrano la brutalita’ della violenza araba cosiddetta “palestinese”, si potrebbe cominciare a fare breccia negli stereotipi anti-israeliani nel mondo che determinano spesso anche scelte politiche, economiche, militari e di tolleranza verso il terrorismo da parte di tantissimi paesi. Lo so che urtano la sensibilita’ delle vittime, ma se si vuole cominciare a mettere un freno alla violenza arabo-islamica, bisogna cominciare da queste cose.

    • nunù Feb 29, 2016, 16:24

      temo di dover condividere. Sarebbe giusto tutelare la sensibilità delle vittime e dei loro cari, ma è ora che il mondo sappia chi siano i “palestinesi”.

      • Lorenzo Valgimigli Feb 29, 2016, 21:08

        Temo anch’io di essere d’accordo……

  • Elisabetta Feb 29, 2016, 15:42

    Forse è tardi per avere dei risultati in questa guerra mediatica che è iniziata da molti anni e che Israele per molto tempo ha sottovalutato, proprio una nazione leader in campo informatico. Lo so che è leader nelle scoperte e non nell’uso abietto del mezzo, ma sta di fatto che ha lasciato mano libera ai suoi nemici. Non so fino a che punto immagini di violenza palestinese potrebbe eccitare gli odiatori di professione: hanno bisogno di questo per spargere il loro veleno? Sarebbe cambiato qualcosa se ai tempi della seconda intifada Israele avesse mostrato al mondo cos’è un autobus saltato per aria o un attentato in una discoteca piena di giovani? Non so, ma secondo me avrebbe dovuto farlo. Senza le orrende immagini dei lager, lo schifo negazionista sarebbe stato ancora più potente, non dimentichiamolo.
    Certo è odioso per i familiari e personalmente apprezzo il pudore verso i morti, ma questa è una guerra e come tale avrebbe dovuto essere combattuta, anche tappandosi il naso per lo schifo cui si è costretti. Ci siamo dovuti sorbire le lamentazioni per il famoso bambino mai ucciso dagli israeliani in uno scontro a fuoco e nessuno ha sparso una lacrima – se non i soliti 4 gatti – per Hadas Fogel, un neonato di tre mesi con la gola tagliata??

    • Lorenzo Valgimigli Feb 29, 2016, 21:09

      Condivido!

  • barbara Mar 1, 2016, 17:13

    Se mi si dice che un uomo è stato aggredito e assassinato con un’ascia, non ho bisogno di vedere l’ascia che cala sulla sua testa e la spacca in due per sapere che siamo di fronte all’orrore puro. E chi è filopalestinese, vedendo qualsiasi video con qualsiasi tipo di immagine, si convincerà che è roba tarocca. Personalmente non solo non guardo quel genere di video, ma smetto anche di frequentare siti e blog che li pubblicano: quella non è informazione ma pornografia bella e buona, utile solo ad eccitare – anche sessualmente – chi gode a vedere sangue ebraico che scorre e sofferenza ebraica dipinta sulla faccia delle vittime.