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Attentato di Nizza: usato il metodo palestinese

Se c’è una invenzione che si può attribuire al cosiddetto popolo palestinese è quella dell’attacco veicolare, cioè quel tipo di attacco vile e subdolo nel quale si usa un veicolo per investire innocui pedoni con il doppio scopo di ucciderli e allo stesso tempo di diffondere terrore con un tipo di attacco difficilmente prevedibile e pertanto altamente terrorizzante.

A Nizza è stato usato proprio il metodo inventato dai palestinesi, un camion che procede normalmente per la strada e che improvvisamente viene gettato tra la folla falciando decine di innocui pedoni che si trovavano li per una festa. La Francia come Israele, i francesi come gli israeliani scoprono a loro spese quanto può essere subdolo e vigliacco il terrorismo islamico, scoprono quanto può essere facile per i terroristi islamici entrare di prepotenza nel nostro quotidiano usando mezzi che fanno parte proprio del nostro quotidiano.

Ci sarà tempo per stabilire chi fosse l’attentatore (nel momento in cui scrivo sembra appurato che si tratti di un franco-tunisino) e se ha agito da solo o se avesse dei complici. Per ora l’unica cosa certa è il metodo usato a Nizza che, lo ripeto, è un metodo estremamente subdolo ed efficace in quanto difficilmente prevedibile perché prevede l’uso di un mezzo, la macchina o come a Nizza un camion, che fa parte del nostro quotidiano e che difficilmente può quindi essere prevenuto. E bravi i palestinesi, per una volta possono vantare una vera invenzione, l’attacco veicolare porta il loro Copyright.

Scritto da Sarah F.

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  • Francesco Lug 16, 2016, 15:32

    Dire “i Palestinesi” (per indicare chi ha compiuto attentati in Israele) o dire “il metodo palestinese” (per indicare il metodo utilizzato da chi ha compiuto quel genere di attentati) é come dire “gli Italiani” (per indicare i mafiosi) o dire “il metodo italiano” (per indicare il metodo utilizzato da qualche mafioso per sciogliere i bambini nell’acido)…

    • nunù Lug 17, 2016, 2:51

      vada per “metodo di alcuni palestinesi”, così siamo contenti tutti. E si sottolinea tuttavia un dato oggettivo che non deve essere dimenticato, visto che siamo stanchi essenzialmente dei due pesi due misure. Quando le medesime cose succedono in Israele a nessuno passa per la testa di dire “Je suis” e cambiare il colore del proprio profilo FB e tutto il corollario di segni di lutto hi-tech a cui siamo abituati 7 attentati a questa parte, in appena diciotto mesi, su territorio francese. C’è l’orrore, lo sgomento, il disgusto, e c’è chi – come questa redazione – cerca di ricordare che non è nulla di nuovo, è successo varie volte proprio in questo anno, ma non ha fatto clamore. E quando ne parlava la stampa, la parola “terrorista” non figurava sempre, sostituita più spesso da tranquilli aggettivi come “giovane”. Parliamo della stessa matrice, stessa idea, stesse azioni, e direi stesse reazioni della polizia. Perché due pesi diversi?