Battisti rimarrà in Brasile. Interessi miliardari dietro allo schiaffo alle vittime e agli italiani

Lula ha finalmente deciso, ma già si sapeva tutto: Cesare Battisti, il terrorista rosso condannato all’ergastolo con sentenza passata in giudicato per aver commesso quattro omicidi, godrà dello status di rifugiato politico in Brasile.

E’ uno schiaffo alle vittime prima di tutto, e poi all’Italia e agli italiani. Non è certamente uno schiaffo al Governo che non ha fatto quasi niente per impedire che ciò avvenisse, anzi, secondo il senatore brasiliano Eduardo Suplicy ci sarebbe stato un accordo tra Lula e Berlusconi in tal senso. La contropartita? Fabbriche della Fiat in Brasile e un lucroso contratto per la fornitura di armi da parte di Finmeccanica e di Fincanteri. L’accordo, firmato qualche mese fa, riguarda la fornitura di fregate, radar, missili, sistemi di navigazione, da combattimento e persino alcuni pattugliatori oceanici. Guarda caso nello stesso accordo rientra anche la Francia, da sempre schierata a favore del terrorista Battisti.

Ora dal Governo partono messaggi di indignazione, ma è tutta retorica. Fino ad oggi nessuno ha mosso realmente un dito per fare pressione su Lula. In fondo qualcuno ci guadagna da questa vergogna anche se non sono di certo gli italiani e tantomeno le vittime dell’assassino comunista.

Cosa fare ora? Innanzi tutto il Parlamento non deve ratificare l’accordo di partnership militare con il Brasile firmato a giugno e che prevede quei famosi cinque miliardi di forniture militari. Peccato per Finmeccanica, ma il colosso delle armi si potrà rifare diversamente.  Vediamo quanto è onesto il Governo. E poi boicottaggio sui prodotti brasiliani, stretta sui visti di ingresso ai cittadini brasiliani in Italia, riduzione delle rappresentanze diplomatiche, fine di ogni aiuto allo sviluppo con richiesta all’Europa di fare altrettanto. Chiusura dell’ufficio ICE a Rio. Convocazione dell’ambasciatore brasiliano a Roma ed eventuale espulsione. Questo tanto per iniziare. L’offesa alle vittime è stata troppo grande. Lula deve essere equiparato a un complice dell’assassino. Non che la cosa non fosse già nota. Lula è sempre quello che va a braccetto con Ahmadinejad, Chavez e tanti altri dittatori moderni, quindi non c’è da meravigliarsi. Però non si può certo far finta di niente e chiedere gli occhi.

Adesso ci aspettiamo dalle istituzioni italiane una presa di posizione molto decisa e drastica. Diversamente dovremo credere a Eduardo Suplicy e al fatto che Berlusconi sia d’accordo con Lula.

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