Berlusconi ha vinto: Santoro via dalla RAI. Un chiaro caso di conflitto di interessi

Finalmente Berlusconi ha vinto. E’ riuscito per vie traverse a cacciare Santoro dalla RAI e a riportare un grandissimo colpo per se e per le reti Mediaset facendo cacciare dalla TV di Stato un conduttore che da solo faceva il doppio dello share delle reti di proprietà del Premier.

Non si conoscono ancora i retroscena della separazione di Santoro dalla RAI, una separazione definita “consensuale” dall’interessato. Lo sapremo probabilmente dopo la conferenza stampa del conduttore annunciata per oggi. Ma un fatto è certo, il nuovo DG della RAI, Lorenza Lei, è riuscita in poche settimane a fare quello che il povero Masi non era riuscito a fare in anni e anni di lotta contro Santoro. Il bello (o il brutto) è che con questa mossa la RAI perde il suo maggior introito pubblicitario. E’ un po’ come se il Milan cedesse gratuitamente Ibrahimovic ad una diretta concorrente o l’Inter regalasse Eto’o al Real Madrid. Infatti, anche se Santoro andrà probabilmente a rinforzare l’astro nascente de La 7, nell’immediato a beneficiarne sarà Mediaset che, guarda caso, è di proprietà del caro Premier, Silvio Berlusconi. Quando si dice “conflitto di interessi”.

Ed è proprio sul conflitto di interessi che si dovrebbe aprire un serio dibattito politico a seguito di questa assurda e suicida decisione della TV di Stato. L’Italia è l’unico Paese dove c’è un Premier che controlla direttamente o indirettamente l’80% dell’informazione televisiva e oltre il 50% di quella cartacea. E pensare che si lamenta di essere “accerchiato” dia media ostili. Bella faccia di bronzo. L’Italia è l’unico Paese dove il Premier possiede il più grande polo televisivo dopo quello di Stato e che ha il potere di insediare nella TV statale gli uomini che vuole e che, chiaramente, si guardano bene dal fare concorrenza alle sue reti. Insomma, controlla la concorrenza. E’ giusto questo? Si può continuare ancora così anche prevedendo che a succedere a Silvio Berlusconi sarà la figlia Marina? Io direi proprio di no.

Ecco perché l’opposizione politica su questo deve essere chiara: nel programma elettorale deve inserire il conflitto di interessi e poi, nel caso di vittoria, deve implementare la legge per impedire a chi governa il paese di controllare l’informazione a suo piacimento. Lo doveva fare Prodi quando è andato al Governo ma, chissà come mai, non lo nemmeno mai pensato. Su questo l’opposizione deve essere chiarissima.

Intanto dal prossimo anno ci potremo godere Santoro e la sua squadra su una rete che non imporrà al conduttore vincoli particolari il che per noi sarà sicuramente positivo. Ma questo non toglie l’assurdo e gravissimo comportamento della TV di Stato, una TV pagata da noi e che dovrebbe dare al contribuente un servizio adeguato e apolitico invece che sottostare ai voleri di Berlusconi. Oggi è stata la volta di Santoro, domani a chi toccherà di quelli che hanno l’ardire di contestare il rais di Arcore?

Brigitta Donati

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