Berlusconi, il ritorno: non tutto il male vien per nuocere

Il ritorno sulla scena politica di Silvio Berlusconi se da un lato divide le opinioni in Italia e nel mondo (quasi unanimemente criticato), dall’altro mette la parola fine a un Governo che a un anno dal suo insediamento ha saputo solo tassare gli italiani e tagliare i servizi essenziali senza mantenere una sola delle promesse fatte in merito ai tagli dei costi della politica e agli sprechi.

Detto per inciso, tutti (noi per primi) avevamo accolto l’avvento di Mario Monti e del suo Governo di tecnici con un senso di liberazione ma, soprattutto, con speranza. Invece ci siamo ritrovati un Governo che di certo ha ridato credibilità all’Italia in seno alle istituzioni internazionali (credibilità che era sotto i tacchi con Berlusconi) ma a un prezzo altissimo per il popolo italiano. L’unico obbiettivo centrato da Monti e dai suoi ministri è stato quello di far abbassare il famigerato “spread”, per il resto buio totale. Addirittura, nonostante lo spread abbassato e l’aumento delle tasse ci siamo ritrovati con un debito pubblico maggiore di quando Monti prese il potere. Insomma, a ben guardare un fallimento totale.

A questo va aggiunto che le poche cose fatte da questo Governo hanno innescato una recessione senza precedenti che sta mettendo letteralmente in ginocchio l’economia nazionale e sul lastrico milioni di famiglie.

In dodici mesi hanno tagliato solo i servizi essenziali andando a colpire sistematicamente le fasce deboli senza andare a intaccare né i privilegi della politica (era la prima promessa di Monti) né gli sprechi che pure in questi mesi sono emersi in tutta la loro devastante ampiezza. Insomma, si è tagliato corto andando a prendere i soldi dove si era sicuri di poterli prendere invece di fare quelle modifiche che avrebbero permesso di recuperare miliardi di euro senza intaccare l’economia del Paese. Un lavoro che anche un ragazzino delle medie con minime cognizioni di matematica sarebbe stato in grado di fare.

Il ritorno di Silvio Berlusconi e la conseguente azione di sfiducia verso il Governo (perché sostanzialmente si tratta di questo) hanno, è vero, fatto scatenare tutti i detrattori del Cavaliere di Arcore, ma allo stesso tempo hanno ridato finalmente la voce alla politica la quale, durante tutti questi mesi, se ne è letteralmente lavata le mani declinando le sue immense responsabilità (morali e materiali) a un gruppo di persone rivelatesi alla fine inadeguato.

Ben venga quindi il ritorno di Berlusconi se può servire a ridare alla politica le proprie responsabilità. Certo, ci sarebbe voluta una nuova legge elettorale prima di tornare a votare. Ci sarebbe voluta un’altra destra invece di quella degli inquisiti che si riprospetta con Berlusconi, ma il prezzo vale la candela se tutto questo vuol dire ridare voce alla politica.

Che la Merkel e tutti i banchieri del mondo se ne facciano una ragione. L’Italia vuole tornare ad essere una democrazia compiuta dove a governare sono coloro che vengono votati (anche se si tratta di nominati) e non un pugno di burocrati non eletti che vanno a letto con il pallottoliere in una mano e la mannaia nell’altra.

Bianca B.

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