Berlusconi vuole una democrazia russa per l’Italia

Paolo Flores d’Arcais, con un editoriale sul il Fatto Quotidiano, questa mattina fa un paragone che più azzeccato non si può. D’Arcais ci fa immaginare un presidente Obama processato per concussione (da loro si chiama abuso di potere) e prostituzione minorile. Oppure una Merkel sorpresa a ricevere telefonate da un prostituto brasiliano. Cosa sarebbe successo negli USA o in Germania? Semplice, i partiti di Obama e della Merkel avrebbero costretto i due a dimettersi prima ancora che il popolo lo chiedesse ad alta voce. In Italia non è così. Perché?

I Pasdaran del premier si affretteranno a dire che in Italia esiste il garantismo. Ma il garantismo esiste anche negli USA e in Germania. E allora, sempre i soliti pasdaran, diranno che negli USA e in Germania non c’è una magistratura politicizzata. Ma nemmeno in Italia esiste una magistratura politicizzata come afferma il premier, in Italia come in tutte le democrazia i magistrati fanno il loro lavoro, cioè combattono il crimine e cercano di condannare chi commette reati. La differenza sostanziale tra l’Italia e gli altri Paesi occidentali sta nell’effettivo stato di salute della democrazia. In Italia la democrazia non sta bene, si è “putinizzata”, che non è una parolaccia ma deriva da quel tipo di democrazia tipica della Russia di Putin, una democrazia in effetti solo sulla carta.

Berlusconi ammira da sempre Putin tanto che gli americani lo definiscono “il portavoce di Putin in Europa”. Il Premier italiano ammira il metodo usato dal suo omologo russo per far tacere la stampa dissidente, per attaccare i nemici politici e per controllare in maniera totalitaria i politici a lui vicini, tanto che nessuno osa dissentire. Fino ad oggi solo la Costituzione italiana ha impedito a Berlusconi di “putinizzare” completamente l’Italia, un ostacolo che però ora sta cercando di superare e, se non sarà fermato, ci riuscirà.

Un esempio ce lo abbiamo dal continuo attacco alla magistratura e alla volontà dichiarata di voler cambiare il rapporto di indipendenza della magistratura stessa nei confronti del potere politico. Ieri addirittura ha detto di voler riformare il massimo organo di garanzia del Paese, il CSM, colpevole (secondo lui) di rigettare leggi ad personam, insomma, colpevole di lesa maestà. Se a questo aggiungiamo il continuo tentativo di mettere il bavaglio alla stampa dissidente o a quelle trasmissioni che sono a lui ostili, è facile accorgersi di come Berlusconi stia tentando di trasformare l’Italia in una piccola democrazia di tipo russo, dove il termine “democrazia” è solo un’apparenza di forma ma dove la sostanza ci dice che tutto porta alla parola “regime”.

Un caso eclatante è il tentativo di far chiudere la trasmissione di Michele Santoro, Anno Zero, con un intervento di pressione verso l’AGICOM e verso la RAI che non ha niente di democratico, tanto è vero che la Procura di Roma lo ha indagato per “minaccia a corpo politico dello Stato” e “concussione”. In questo caso, a differenza di quello di Ruby, è competente il Tribunale dei Ministri, ma è prevedibile che non otterrà mai dal Parlamento l’autorizzazione a procedere perché, a differenza di quello che ha pubblicamente sostenuto (anche in TV), Berlusconi farà di tutto per evitare il processo, anche di fronte al Tribunale dei Ministri.

Alla fine assistiamo (ora) e assisteremo (nei prossimi mesi)allo scontro finale tra Berlusconi e le istituzioni democratiche, uno scontro che di certo non farà bene all’Italia ma che potrebbe cambiare in modo definitivo il concetto di democrazia nel nostro Paese. Quello di essere trasformata in una finta democrazia di tipo russo, è un rischio che l’Italia non può permettersi di correre ed è un rischio che chi ne ha il potere deve assolutamente prevenire. Lo farà? Ci sarà un motto di onestà da parte di chi al momento sostiene il piccolo Putin italiano? Vedremo, il vero scontro è solo all’inizio.

Roberto Delponte

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