Buffonate leghiste: che fine hanno fatto le richieste di Pontida?

Ho letto da qualche parte che oggi ci sarebbe una “grande attesa” per il discorso che il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, terrà al raduno leghista di Venezia. Ma quale attesa? Bossi farà esattamente le stesse cose che fece al raduno di Pontida: racconterà un sacco di cavolate e farà un sacco di promesse di cui poi si perderà memoria.

Ricordate il documento che la Lega fece girare al raduno di Pontida dove c’erano tutte le richieste al Governo per garantire l’appoggio leghista? Non lo ricordate? E’ normale, perché dal giorno dopo nessuno ne ha più parlato. Era tutta mera propaganda per tacitare i valligiani leghisti. Giusto per ricordare le richieste più importanti che Bossi fece al Governo per continuare a garantire il sostegno leghista, ricordiamo che tra le condizioni c’erano:

  1. Riforma costituzionale per il dimezzamento del numero dei parlamentari e per il senato federale da approvare entro 15 mesi. Risultato? Nessuno. Anzi, di dimezzamento dei parlamentari nemmeno se ne parla più figuriamoci di senato federale.
  2. attivazione delle procedure per l’attribuzione di ulteriori forme di autonomia alle regioni che le abbiano richieste da fare entro 30 giorni. Visto niente?
  3. approvazione delle misure per la riduzione delle bollette energetiche da fare entro 30 giorni. Boh…mai sentito parlare
  4. riforma del patto di stabilità interno per i Comuni e per le Province da fare entro i soliti 30 giorni. Visto qualcosa?
  5. taglio dei costi della politica da attuare sempre entro 30 gironi. Questa è davvero la cazzata più grossa
  6. finanziamento del trasporto pubblico locale sempre entro i canonici 30 giorni. Qui addirittura sfioriamo la fantascienza visto che gli enti locali saranno costretti dalla manovra a tagliare proprio i trasporti locali
  7. prime norme per l’abolizione delle ganasce fiscali e delle misure «vessatorie» di Equitalia da fare entro i soliti 30 giorni. Visto niente?

C’è da rimanere allibiti nel leggere tutte queste richieste allegramente inevase, ma c’è addirittura da essere shoccati per la semplicità con cui Bossi prende peri fondelli i suoi elettori.

E allora, cari amici leghisti, per oggi non aspettatevi niente di più delle solite cavolate e delle solite promesse magari condite da qualche slogan secessionista. Bossi sta troppo bene a Roma, checché ne dica. Ha piazzato il figlio in regione e, da buon rais, lo ha nominato suo successore. E’ questo il vostro futuro, cari leghisti, il Trota. Altro che secessione o federalismo.

Carlotta Visentin

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