Caso Battisti: sta a vedere che adesso è colpa nostra

Ieri il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è tornato a parlare del caso Battisti. Però lo ha fatto in un modo che, personalmente, non condivido. E’ la prima volta che mi trovo completamente in disaccordo con Napolitano che, per inciso, rispetto e ammiro.

Il Presidente della  Repubblica, parlando da Ravenna dove si trovava per il 150° anniversario della Repubblica Italiana, ha detto che la mancata estradizione di Cesare Battisti potrebbe essere imputabile “all’incapacità della cultura e della politica italiana di trasmettere il significato vero degli anni del terrorismo in Italia”. Come a dire, non ci siamo spiegati bene, non abbiamo spiegato a Lula che i morti ammazzati da Battisti non erano giustificabili per una democrazia.

A parte che Battisti è molto lontano da qualsiasi schieramento politico, fosse anche rivoluzionario. Egli era ed è un delinquente comune che ha scoperto la possibilità di rifugiarsi dietro allo scudo dell’asilo politico in Francia. Non c’entra niente con i seppur esecrabili terroristi rossi che almeno ammazzavano per una ideologia, sbagliata certo, ma sempre una idea politica. Battisti è un delinquente e probabilmente uno psicopatico.

Mi dispiace, ma non sono affatto d’accordo con il Presidente Napolitano. Noi non abbiamo sbagliato niente nello spiegare il concetto di “terrorista” e Lula non ha capito male. Lula ha capito benissimo solo che aveva ottenuto dal nostro Premier l’assicurazione che nessuno avrebbe sollevato problemi in cambio di un po’ di affarucci. Se poi il Premier, pressato dall’opinione pubblica, ha dovuto fare (all’apparenza) marcia indietro è un altro discorso.

E allora non andiamo a cercare strambe giustificazioni che non servono a niente e a nessuno. La realtà, triste, è che Battisti se la caverà e l’Italia, o meglio, Finmeccanica, continuerà a fare i suoi affari con il Brasile. Perché, mica crederete che il Parlamento non ratificherà l’accordo di partnership militare con il Brasile per via di Battisti o di Lula? Mica sarete davvero così ingenui? E allora ammettiamolo, ammettiamo la vergogna, ammettiamo che ci siamo prostituiti per far fare un affare a Finmeccanica. Sarebbe molto più onesto che continuare in questa incredibile presa in giro.

Roberto Delponte

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