Catherine Ashton: ipocrisia pacivendola

Catherine Ashton ha condannato duramente le dichiarazioni dei leader iraniani nelle quali riaffermavano per l’ennesima volta la loro ferma volontà a distruggere Israele. «La Baronessa Ashton condanna con forza le dichiarazioni oltraggiose e odiose che minacciano l’esistenza di Israele» ha detto un portavoce della Ashton ieri pomeriggio.

Tutto bene quindi? Nemmeno per idea. A parte che l’uso di un portavoce per un fatto così grave è già una mancanza di rispetto vero Israele e il popolo israeliano. La Baronessa Catherine Ashton interviene di persone ogni volta che una mosca si appoggia sulla testa di un palestinese, ma per un fatto così grave non ha ritenuto opportuno farlo. Poi, siccome tutti conosciamo il profondo odio verso Israele che pervade Catherine Ashton, permetteteci di dubitare delle buone intenzioni del capo della diplomazia UE.

Infatti lo scopo della dichiarazione di Catherine Ashton è ben lontano da quello che potrebbe apparire ad un primo esame.  Nel proseguo del comunicato la Ashton infatti «invita l’Iran a proporre un ruolo costruttivo che calmi le tensioni e non che le alimenti». Detto in parole povere: «non mettetemi i bastoni tra le ruote adesso che sto ottenendo altro tempo per voi».

Catherine Ashton è tra quelle persone che hanno da sempre negato l’evidenza dei fatti e cioè che un Iran nucleare rappresenta per Israele una minaccia esistenziale. E’ chiaro che dichiarazioni chiare ed esaustive sulla volontà iraniana di distruggere Israele come quelle fatto nei giorni scorsi dal Grande Ayatollah Khamenei e da Ahmadinejad rompono le uova nel paniere della baronessa Ashton che sta cercando in tutti i modi di concedere altro tempo agli iraniani, quel tempo necessario ad arrivare alla bomba atomica.

Insomma, parliamoci chiaro, quello di Catherine Ashton è stato un vero e proprio rimprovero all’Iran, ma non perché hanno dichiarato le loro intenzione, che sono chiare a tutti ormai da tempo, ma perché invece che calmare la situazione la infuocano dando a Israele la scusa buona per reagire. La solita ipocrisia pacivendola della Ashton.

Sarah F.

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