Cellula di Hamas progettava rapimento e uccisione di israeliani

cellula-hamas

Ieri la sicurezza israeliana ha autorizzato la diffusione delle informazioni in merito alla cellula di Hamas sgominata il mese scorso dallo Shin Bet in collaborazione con la polizia e l’IDF.

La cellula di Hamas era formata da sei persone residenti tra Gerusalemme Est ed Hebron. Dagli interrogatori condotti dallo Shin Bet è emerso che i sei terroristi palestinesi progettavano il rapimento e l’uccisione di cittadini israeliani nello stesso stile adottato per il rapimento e l’uccisione di Gil-Ad Schaer, Eyal Yifrach e Naftali Frenkel, i tre ragazzi israeliani rapiti e barbaramente uccisi nell’estate del 2014.

Il luogo scelto dai terroristi per nascondere i corpi dei rapiti
Il luogo scelto dai terroristi per nascondere i corpi dei rapiti

L’inchiesta ha appurato che i sei terroristi di Hamas si erano incontrati diverse volte a Hebron e che avevano progettato diversi attentati contro civili israeliani. In particolare i sei terroristi volevano rapire uno o più civili israeliani per poi ucciderli, nasconderne i corpi e usare quei corpi come merce di scambio per altri terroristi di Hamas detenuti in Israele. Avrebbero restituito i corpi in cambio della liberazione di un numero imprecisato di terroristi. Avevano individuato anche il luogo dove nascondere i corpi delle vittime, luogo indicato da uno dei sei terroristi, Maher Qawasmeh 26 anni di Hebron, ritenuto il capo della cellula di Hamas.

Durante gli interrogatori è emerso che i sei terroristi avevano pianificato di usare due macchine per rapire uno o più cittadini israeliani. Li avrebbero avvicinati usando il perfetto ebraico parlato da uno dei membri, Amer Rajibi. Una volta rapiti (o rapito) li avrebbero uccisi e nascosti in una cripta già pronta nei pressi di Hebron. In seguito avrebbero negoziato la restituzione dei corpi (o del corpo) in cambio della liberazione di un numero imprecisato di terroristi. Lo Shin Bet ha diffuso la fotografia del luogo dove avrebbero dovuto essere nascosti i corpi. Dagli interrogatori è emerso che i sei stavano lavorando anche alla costruzione di ordigni esplosivi usando materiali chimici reperibili facilmente ma che per il momento non erano riusciti nella “impresa”.

Scritto da Sarah F.

© 2016, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata