Chavez: il grande bluff rivoluzionario

Venezuela Holds Presidential Elections

Non riesco proprio a disperarmi per la morte di Hugo Chavez, specie dopo che ho visto i più grandi criminali della terra piangere sulla sua bara. Ahmadinejad, Lukashenko e altri criminali internazionali affranti dalla perdita del “grande comandante”.

Piange anche il popolo venezuelano e questo forse è meno comprensibile. In fondo cosa ha fatto Hugo Chavez per il Venezuela? Ha fatto qualche riforma sulla carta, ha espropriato terreni ai ricchi per darli ai poveri,  ha fortificato la netta separazione dall’America capitalista. Ma alla fine ha dato solo un tozzo di pane duro a chi stava morendo di fame. E’ chiaro che questa gente non possa fare altro che ringraziarlo. Meglio il pane duro che niente.

Ma nel concreto Chavez ha solo governato con pugno di ferro e si è arricchito con gli immensi proventi del petrolio. Già, immensi proventi che se spesi bene avrebbero fatto rialzare il Paese dal pantano in cui si trova. Il Venezuela quest’anno ha superato persino l’Arabia Saudita per petrolio estratto ma nessuno dei poveri ha beneficiato di tutto questo. Per loro solo il solito pezzo di pane duro che, però, è sempre meglio di niente.

E’ la politica dei dittatori: tenere buona la plebaglia (il pueblo) con un contentino giusto per far vedere quanto si è magnanimi. Ma i proventi del petrolio non sono andati ad aiutare chi ne aveva bisogno. Poche scuole e tutte disastrate (il solito discorso del tozzo di pane), niente (o solo briciole) alla sanità e agli ammortizzatori sociali. Nessuna lotta alla malavita (anche quella fa gioco). In compenso petrolio gratis a Cuba, favori all’Iran e ad Hezbollah, somme indecenti a Lukashenko. La rivoluzione boliveriana, di cui in tanti si riempiono la bocca in questi giorni, ridotta a un piano scarno di sussistenza ai poveri e a complesse manovre finanziarie con gli amici dittatori. E c’è chi invoca un Cahvez anche per l’Italia.

La storia è piena di dittatori idolatrati dal popolo solo perché avevano dato un barlume di speranza a chi non aveva niente. Su questo si basano le dittature, sulle illusioni. E’ come con il poker: solo andando a vedere si scopre il bluff. Ecco, Hugo Chavez è stato bravissimo a bluffare e in fondo se l’è cavata con poco. E’ bastato qualche piccolo contentino mentre il grosso della torta veniva spartito nei palazzi del potere. Per carità, nulla di nuovo in tutto questo. Di certo Chavez non è stato il primo e non sarà l’ultimo, ma almeno dopo la sua morte questa mano di poker la vogliamo vedere o no?

Adrian Niscemi

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