CIA contro MOSSAD: la guerra tra amici che favorisce i terroristi

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Ha destato molto scalpore, soprattutto tra gli anti-israeliani americani, un articolo apparso su Newsweek secondo il quale Israele starebbe spiando gli Stati Uniti in maniera massiccia e continuativa in modo particolare per carpire segreti industriali. Newsweek, che cita come fonte alti funzionari americani, parla di disparità di trattamento tra gli USA scoperti a spiare mezzo mondo, compresi gli amici, e Israele sul quale tutti tacciono.

A prescindere dalle accuse fatte dal giornale americano, accuse basate sui sentito dire e senza fornire alcuna prova concreta di quanto affermato, e dalle immediate e sdegnate smentite israeliane arrivate ai più alti livelli a partire dall’Ambasciata di Israele a Washington, questo è l’ennesimo episodio che dimostra come Israele e Stati Uniti siano ai ferri corti.

Al di la della notizia (che poi è una non-notizia) nell’articolo di Newsweek emerge altro rispetto alla non-notizia stessa, cioè emerge un astio verso Israele e verso i gruppi pro-israele americani tanto che si arriva velatamente (ma non tanto) a chiedere di abolire la norma che permette ai cittadini israeliani di entrare negli Stati Uniti senza chiedere il visto.

Che Stati Uniti e Israele si spiino a vicenda non è certo una novità, al limite la novità sarebbe che Israele, cioè il Paese tecnologicamente più avanzato al mondo, cerchi di sottrarre segreti industriali agli Stati Uniti e non che avvenga il contrario. Tuttavia la storia è interessante perché apre una discussione sui reali rapporti tra lo Stato Ebraico e quello che prima dell’avvento di Obama era il suo maggiore alleato. In particolare apre una riflessione sulla cooperazione tra CIA e MOSSAD, una collaborazione che prima di Obama era a 360 gradi e che ora sembra essersi trasformata in una sorta di disputa tra le due agenzie, come se adesso fossero rivali e non più alleate.

In realtà è impossibile non ammettere che effettivamente la controversa questione sul nucleare iraniano ha profondamente cambiato i rapporti tra le intelligence americana e israeliana. La differenza di valutazioni è evidente con il MOSSAD che continua a registrare e a denunciare la corsa iraniana verso la bomba atomica e la CIA che, al contrario, parla di tempi lunghi e di un sostanziale blocco. Sullo sfondo la differente politica di approccio al problema che si registra tra Gerusalemme e Washington. I primi, Israele, che da anni spingono per una soluzione militare e definitiva del problema, i secondi, gli Stati Uniti, che puntano invece su una soluzione diplomatica. Da questo deriva la differente valutazione del pericolo iraniano. Mentre il MOSSAD ha un approccio al problema realistico e pratico, la CIA segue la linea politica dettata da Obama e anche se scoprisse qualcosa non lo direbbe mai per non danneggiare politicamente il Presidente americano.

Da questa assurda incredibile situazione creata unicamente da Obama ne deriva non solo un forte rallentamento della collaborazione tra le due più potenti agenzie di intelligence del mondo, ma si arriva a una sorta di competizione tra CIA e MOSSAD che nei fatti favorisce gli Stati canaglia e i gruppi terroristici.

L’articolo di Newsweek è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi mediatici degli organi di stampa americani vicini a Obama che puntano a delegittimare Israele per coprire le stupidate e le bugie del Presidente americano. Tuttavia, guardando il lato positivo di questa vicenda, lo stesso articolo è la dimostrazione lampante della debolezza di questo Presidente costretto a ricorrere a questi meschini trucchetti per coprire le proprie stupidaggini. E intanto Stati canaglia e gruppi terroristici ringrazino sentitamente.

Scritto da Miriam Bolaffi

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