Colloqui di pace in Medio Oriente finiti. Abu Mazen ci mette una pietra tombale

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Va detto che noi non avevamo alcun dubbio che l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) avrebbe trovato il sistema per non arrivare ad alcun accordo di pace con Israele, per di più avevamo anche spiegato con chiarezza i motivi per cui questi colloqui di pace erano solo una farsa, una truffa. Ieri, nel giorno della morte di Ariel Sharon, ne abbiamo avuto la certezza.

E’ lo stesso Abu Mazen a mettere una pietra tombale sui colloqui di pace in Medio Oriente. Lo ha fatto ieri parlando da Ramallah. Con un furioso discorso fatto davanti a diverse centinaia di militanti ha detto che la ANP non firmerà nessun accordo se Gerusalemme Est non sarà la capitale de futuro stato di Palestina e che in ogni caso non riconoscerà mai Israele come Stato Ebraico.

Vengono a cadere quindi le uniche due condizioni poste da Israele per proseguire nei colloqui di pace in Medio Oriente, cioè l’indivisibilità della Capitale di Israele, Gerusalemme, e il proprio riconoscimento come Stato Ebraico.

Fine dei discorsi, fine dei bluff, fine di ogni sorta di trattativa. Ora il Segretario di Stato americano, John Kerry, e tutta la marasma di burocrati europei con in testa Catherine Ashton ne prendano atto, anche se abbiamo la netta impressione che se un vigliacchetto da due soldi senza alcun mandato come Abu Mazen ha fatto un discorso del genere un motivo ci deve essere e temiamo che questo motivo sia la rassicurazione, soprattutto da parte europea, che le sue imposizione verranno adeguatamente sostenute.

Ora serve che Israele rimanga fermo sulle sue giustissime pretese e che non si faccia intimorire da future minacce di boicottaggio e che, soprattutto, si torni a seguire faccende ben più serie della ininfluente questione palestinese, come per esempio il nucleare iraniano e i rischi che arrivano da Hezbollah, Hamas e Jihad Islamica.

Come abbiamo detto, noi lo avevamo ampiamente previsto che gli arabi avrebbero fatto di tutto per mantenere lo stesso status di oggi che gli permette di ottenere miliardi di dollari dalla comunità internazionale e allo stesso tempo di passare da vittime. In fondo chi glielo fa fare alla ANP di cambiare questo stato di cose?

Noemi Cabitza

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