Colloqui nucleare iraniano: la trappola iraniana è riuscita

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Gli iraniani festeggiano e ne hanno ben d’onde. Con l’ultima tornata di colloqui sul nucleare iraniano come minimo hanno guadagnato mesi e mesi e , se le rivelazione della Fars News sono attendibili, si potrebbero vedere scongelare 50 miliardi di dollari bloccati nei conti di tutto il mondo.

Si conosce poco delle proposte fatte dall’Iran alle potenze del 5+1 nei colloqui sul nucleare iraniano terminati ieri a Ginevra. Si sa solo che sono tutti ottimisti a partire dal Ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, che ha definito i colloqui “intensi e fruttuosi” per finire alla rappresentante europea per la politica, Catherine Ashton, la quale ha detto in conferenza stampa che “questi sono stati i colloqui più fruttuosi di sempre”.

Ottimismo a parte, le uniche cose trapelate da questi colloqui sul nucleare iraniano riguardano la disponibilità iraniana a ridurre il numero delle centrifughe, forse a dare il consenso a ispezioni a sorpresa (non è dato sapere se ovunque in Iran) ma la ferm intenzione a non rinunciare al’arricchimento dell’uranio al 20% e oltre.

In realtà quindi non cambia niente. Le centrifughe che verranno eliminate sono probabilmente quelle di vecchia generazione che producono un decimo di quello che riescono a produrre le nuovissime IR-2M, già installate in gran quantità. L’uranio verrà arricchito ancora al 20% e oltre. Gli ispettori potranno vedere solo i siti che vorranno gli iraniani anche se “a sorpresa”.

E allora, da cosa deriva tutto questo ottimismo? Francamente non ce lo spieghiamo. Probabilmente dal fatto che USA e Iran sono tornati a parlarsi dopo tanti anni sancendo così l’allontanamento degli Stati Uniti dagli alleati tradizionali nell’area, Israele e Arabia Saudita in testa. Quasi certamente dal fatto che la Ashton i cinesi e i russi hanno fatto di tutto per vedere l’Iran dotarsi di armi nucleari e iniziano a vedere il traguardo.

Fatto sta che il resto del mondo ha ben poco da essere ottimista, anzi, farebbe bene a prepararsi al peggio perché il programma nucleare iraniano procede più spedito che mai coperto dai risolini e dai motti di soddisfazione di sei burocrati che stanno consegnando la bomba atomica al regime più sanguinario del pianeta.

Sarah F.

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