Come l’ISIS ha cambiato la mappa del terrore globale

By , in Report e analisi on . Tagged width: , , ,

Alla vigilia dell’anniversario del più grande attacco terroristico della storia, l’11 settembre 2001, non possiamo non parlare di come la mappa del terrore sia radicalmente cambiata da quando si individuava in Al Qaeda il male dei mali. Oggi il nemico sembra essere lo Stato Islamico, ISIS, dell’autoproclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi. Ma è veramente così?

Secondo quasi tutte le intelligence occidentali Al Qaeda avrebbe perso notevolmente terreno rispetto al ISIS. Alcuni gruppi che erano affiliati ad Al Qaeda sono passati sotto l’ala del ISIS, come per esempio i salafiti che operano nel Sinai e in particolare il gruppo denominato Ansar Bait al-Maqdis che di recente si è reso protagonista della decapitazione di diversi soldati egiziani. Sempre fonti di intelligence parlano di un allontanamento da Al Qaeda anche di uno dei primi gruppi che inaugurò la “strategia dei Proxy”, quel Al Qaeda nel Maghreb islamico che insieme agli Al-Sahaabab somali aprì la stagione dei gruppi sponsorizzati ma indipendenti. Anche la tecnica del nigeriano Boko Haram sembra sempre più improntata a quella del ISIS con l’istituzione di un califfato nel nord della Nigeria e una violenza sempre più aberrante.

Ayman al-Zawahiri non ha chiaramente il carisma di Osama Bin Laden e da quel fatidico 11 settembre Al Qaeda è riuscita a mettere a segno “solo” i colpi di Londra e di Madrid. L’ISIS di Abu Bakr al-Baghdadi invece è in nettissima ascesa. Recluta migliaia di combattenti da tutto il mondo, ottiene simpatia anche tra i cosiddetti islamici moderati, nonostante la sua brutalità (o proprio a causa della sua brutalità), ha creato un califfato con confini definiti (il sogno islamico) e ha un vero e proprio piano di conquista del mondo infedele. L’ISIS sta dando ai musulmani quello che hanno sempre voluto, la Jihad globale.

Questo relativamente nuovo attore sulla scena internazionale ha scompaginato completamente la mappa del terrore e la sua esplosione ha in qualche modo riattivato anche diversi gruppi che con Al Qaeda avevano perso lo smalto (passatemi il termine). Per esempio l’intelligence saudita ha segnalato una forte ripresa della attività di Al Qaeda nella Penisola Araba legata a recenti contatti avuti in Qatar con alcuni importanti emissari del ISIS. Anche quelli che erano i finanziatori e i mediatori di Al Qaeda oggi operano per l’ISIS. Mi riferisco in particolare a Abdallah Ghanim Mafuz Muslim al-Khawar e a Yusuf Sheikh Youssef Al-qaradawi, il primo considerato dalla intelligence USA uno dei maggiori corrieri e finanziatori di Al Qaeda passato oggi all’ISIS, il secondo considerato invece una pedina chiave nella logistica di uomini e armi oltre che nel trovare finanziatori. Per Al Qaeda è una perdita importantissima, forse decisiva. E non dimentichiamo la Libia dove i gruppi salafiti, per ora abbastanza disomogenei, stanno cercando una intesa comune proprio per schierarsi sotto la bandiera nera del ISIS.

Ma è nel cuore del Medio Oriente che l’ISIS sta facendo veramente passi da gigante. Ha ottenuto l’appoggio dei salafiti che operano a Gaza, il cosiddetto Consiglio della Shura dei Mujahidin di Gerusalemme. Voci sempre più insistenti (anche se non confermate) parlano di contatti tra il capo di Hamas, Khaled Meshaal, e inviati del ISIS in Qatar. Se la mossa di infiltrarsi permanente nella Striscia di Gaza riuscisse agli uomini di Abu Bakr al-Baghdadi rimetterebbe in dubbio tutte le strategie dei Paesi mediorientali, a partire da quelle di Israele ed Egitto. E anche i miliziani di Al-Nusra, che operano in Siria, sembrano non essere indifferenti al richiamo dello Stato Islamico. Secondo diverse fonti molti di loro sarebbero passati dalla parte del ISIS, il che, se possibile, aggraverebbe ulteriormente il già gravissimo problema del controllo delle Alture del Golan e veramente porrebbe la minaccia del ISIS a pochi metri dal confine con Israele.

Questa in linea di massima è la nuova mappa del terrorismo islamico. Non abbiamo volutamente parlato della minaccia rappresentata dallo Stato Islamico in occidente attraverso le migliaia di affiliati con passaporto occidentale (ne ha dato un risicato resoconto ieri il Ministro Alfano) perché il discorso ci sembra complesso e merita di essere analizzato nello specifico. Un fatto è certo, l’ISIS ha decisamente soppiantato Al Qaeda nelle preferenze dei musulmani di tutto il mondo. Questo non vuol dire che il gruppo guidato da Ayman al-Zawahiri sia meno pericoloso, anzi, in cerca di un rilancio potrebbe organizzare attentati eclatanti, ma è indiscutibile che l’ISIS sta ottenendo quel consenso globale da parte di quasi tutto il mondo islamico che Al Qaeda non era riuscita ad ottenere.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

[glyphicon type=”euro”] Sostieni Rights Reporter

© 2014, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata