Congo: per l’Onu ci sono Uganda e Ruanda dietro al conflitto

Secondo un rapporto confidenziale delle Nazioni Unite  ci sarebbero Uganda e Ruanda dietro al conflitto che sta devastando la Repubblica Democratica del Congo. I due Paesi finanzierebbero e armerebbero i ribelli del gruppo M23, responsabili delle ultime violenze.

L’Uganda è una specie di “new entry”. Infatti fino alla settimana scorsa l’Onu e il Governo congolese accusavano solo il Ruanda di armare i ribelli del M23. Invece, secondo questo nuovo rapporto, Kampala sarebbe interessata a prendere il controllo della zona di Rutshuru e per questo si sarebbe unita al Ruanda nel sostegno ai ribelli del M23.

Secche le smentite sia dall’Uganda che dal Ruanda. “Dove sono le prove per tali gravissime affermazioni” ha detto Olivier Nduhungirehe, espertissimo diplomatico ruandese alle Nazione Unite. “Queste sono una massa di fesserie” ha poi detto alla stampa che gli chiedeva merito di quanto trapelato. Sullo stesso tenore le reazioni dell’Uganda che, anzi, rilancia ricordando che proprio poco tempo fa ha organizzato un vertice a Kampala dei Paesi appartenenti alla “Conferenza Internazionale dei Grandi Laghi” dove il problema del conflitto nella Repubblica Democratica del Congo è stato posto al primo punto di importanza.

Le accuse mosse dagli esperti delle Nazioni Unite all’Uganda e al Ruanda rischiano di aprire anche una contesa legale. Il Governo ruandese ha informato ieri che sta valutando di iniziare una azione legale contro il gruppo di esperti dell’Onu per chiedere un risarcimento per la continua diffamazione a cui il Paese è sottoposto.

In effetti sono mesi che si parla del sostegno del Ruanda al gruppo ribelle del M23 e sono state raccolte molte prove. Lo stupore, al limite, arriva nell’apprendere di un possibile coinvolgimento dell’Uganda che, a parte le primissime reazioni, fino ad ora è rimasta piuttosto silenziosa in merito. Va detto che Kampala da molti anni è interessata a diversi territori congolesi con i quali ha un fitto commercio di materie prime preziose (principalmente oro, diamanti e coltan) e sembra che in particolare sia interessata alla zona bagnata dalla parte congolese del Lago Albert dove, secondo alcune prospezioni, sarebbero stati scoperti diversi giacimenti di petrolio.

Claudia Colombo

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