Cooperazione allo sviluppo demolita: altro che missioni di pace

Da anni la Cooperazione allo Sviluppo viene sistematicamente privata di risorse economiche tanto che al momento l’Italia è senza dubbio lo Stato europeo che investe di meno nel settore della cooperazione internazionale. Ma quello che sta accadendo con le nuove disposizioni in tema di aiuti allo sviluppo è davvero incredibile e non è sbagliato affermare che è in atto una vera e propria demolizione del settore umanitario italiano.

 A denunciarlo sono diverse ONG italiane le quali, dopo che negli scorsi anni si sono viste drasticamente ridurre i fondi destinati ai progetti di sviluppo ora devono fare i conti con ulteriori tagli imposti dalla situazione di crisi globale e dalla manovra economica predisposta dal Governo Italiano la quale oltre a tagliare ulteriormente i fondi destinati alla cooperazione, sta cercando di tagliare anche i pochi fondi destinati alle missioni umanitarie che si svolgono in concomitanza con le “missioni di pace” militari.

Il pericolo in questo caso arriva dal Decreto Legge 107/2011 che tratta principalmente del rifinanziamento delle missioni militari all’estero e dal quale sembrano spariti i capitolati di spesa destinati all’implementazione di progetti di sviluppo portati avanti dal settore civile (le ONG) abbinati proprio alle cosiddette “missioni di pace”, un settore fondamentale e che in qualche modo giustifica l’intervento armato in aree di conflitto da parte dei nostri militari.

Ebbene,  dopo che negli scorsi anni quello specifico settore destinato allo sviluppo nelle terre afflitte da conflitti e dove le truppe italiane intervengono per “ripristinare la pace”, è stato sistematicamente ridotto fino ad essere decurtato di un buon 50%, con il DDL 107/2011 quell’esigua voce di spesa diventa praticamente nulla trasformando di fatto quelle che almeno in parte erano “missioni di pace” in vere e proprie missioni di guerra dove non c’è posto per le operazioni umanitarie ma dove a prevalere sono solo ed esclusivamente le azioni militari.

E così, mentre con le nuove finanziarie si taglia ovunque ma non si taglia il bilancio della Difesa (ne parliamo qui), oggi si arriva a cancellare del tutto quel poco che c’era di intervento umanitario nelle tanto declamate e costose missioni militari di pace all’estero. Alla faccia delle missioni di pace.

Brigitta Donati

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