Questa mattina la Corea del Nord ha lanciato ben quattro missili balistici sfidando per l’ennesima volta il mondo libero. Nelle scorse settimane era stato l’Iran in più occasioni a effettuare test missilistici in violazione degli accordi presi con la comunità internazionale.

Non se ne parla, ma Corea del Nord e Iran hanno molte cose in comune e i loro programmi missilistici sono complementari. Già tre anni fa riportammo che il padre della bomba atomica pakistana, Abdul Qadeer Khan, lavorava a un progetto di miniaturizzazione che avrebbe permesso ai due Stati canaglia di installare ordigni nucleari su vettori intercontinentali. In questi tre anni tecnici nordcoreani e iraniani hanno lavorato fianco a fianco su diversi progetti e si sospetta che abbiano fatto diversi passi avanti sia nel settore della missilistica intercontinentale che in quello della miniaturizzazione degli ordigni. Come è potuto accadere tutto ciò senza che si facesse veramente qualcosa di concreto per porvi un freno?

Sull’Iran purtroppo tutti sanno che il criminale accordo sul nucleare mediato da Obama con il fondamentale apporto della UE (Mogherini) è alla base della tracotanza iraniana, ma sulla Corea del Nord – per di più guidata da un pazzo vero – la cosa appare davvero inspiegabile se non con l’altrettanta folle leggerezza della precedente Amministrazione americana. Com’era già avvenuto in altre occasioni (vedi in Siria) la Corea del Nord ha allegramente superato ogni linea rossa che Obama aveva tracciato a parole. Ogni minaccia è caduta bellamente nel vuoto. L’incapacità di Obama di affrontare realisticamente le crisi internazionali e i pericoli per la pace mondiale, con la Corea del Nord e con l’Iran appare in tutta la sua imbarazzante maestosità. Obama e la comunità internazionale sono stati derisi dai due Stati canaglia e oggi ci troviamo nella bruttissima situazione di dover affrontare le minacce provenienti da un Paese, la Corea del Nord, che dispone già di ordigni nucleari e di un altro Paese, l’Iran, che presto li avrà checché ne dicano gli ottimisti di turno.

Questa è la triste realtà evidenziata ancora di più e ancora una volta dai quattro missili lanciati oggi dalla Corea del Nord e dai test missilistici iraniani dei giorni scorsi, azioni portate avanti in totale disprezzo della comunità internazionale che mai come in questi due casi appare debole e frammentata.

L’eredità lasciata da Obama al mondo è pesantissima perché potrebbe essere troppo tardi per azioni “più decise”, almeno per quanto riguarda la Corea del Nord mentre per l’Iran ancora sarebbe possibile fare qualcosa. Ma il monito che arriva dalla Corea del Nord non dovrebbe essere sottovalutato e ci si dovrebbe rendere conto che il tempo stringe perché a ogni passo avanti fatto da Pyongyang corrisponde un passo avanti fatto da Teheran verso l’atomica e, soprattutto, verso un sistema balistico in grado di trasportare armi di distruzione di massa a migliaia di Km.

Ora vedremo che approccio avrà la nuova amministrazione americana di fronte a queste vere e proprie sfide lanciate dai due Stati canaglia e vedremo se anche Russia e Cina – almeno per quanto riguarda la Corea del Nord – si uniranno alla mission. Qui non si tratta più di minacce regionali com’erano state erroneamente identificate da Obama, ma ci troviamo chiaramente di fronte a minacce globali. I missili di Pyongyang e di Teheran sono in grado di raggiungere con facilità obiettivi a migliaia di Km di distanza e, non dimentichiamolo, sia i nordcoreani che gli iraniani hanno diverse opzioni con cui “caricare” i propri missili, a partire dalle armi chimiche troppo spesso derubricate a minaccia di serie B.

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Corea del Nord e Iran, le due minacce alla pace lasciate da Obama al mondo

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