Cristiani in Iran: aumenta la repressione

Aumenta vertiginosamente la repressione contro i cristiani in Iran. A renderlo noto è il gruppo per la difesa dei Diritti Umani “International Campaign for Human Rights in Iran” che, con un rapporto molto dettagliato, informa come in Iran il regime stia praticamente chiudendo tutte le chiese.

L’ultima chiesa in ordine di tempo ad essere interdetta ai fedeli cristiani è stata una chiesa a Teheran, praticamente occupata dalle Guardie della Rivoluzione che, oltre a impedire l’ingresso ai fedeli, li schedano tutti. Fino a poco tempo fa il “controllo dei cristiani” era affidato al Ministero dell’Intelligence e a quello della Cultura, ma da quando il regime iraniano ha deciso di stringere le maglie della libertà di culto, il compito è stato affidato alle Guardie della Rivoluzione.

L’ultima chiesa chiusa è quella denominata “Assembly of God Church” situata a Teheran Ovest. Il luogo di culto cristiano è presidiato dalle Guardie della Rivoluzione che, negli ultimi giorni, hanno fermato e arrestato diversi fedeli cristiani che avevano protestato per la chiusura.

Alcuni testimoni in Iran riportano come ultimamente la repressione verso le altre confessioni sia notevolmente aumentata. Il Parlamento iraniano nel 2008 aveva votato una legge che puniva con la pena di morte gli apostati, ma ancora quella terribile legge non era mai stata applicata (salvo qualche caso nelle campagne di cui però non ci sono conferme). Ora il regime sembra intenzionato ad applicare quella legge con “estremo vigore”.

Non sappiamo come abbia reagito il Vaticano a questa notizia, ma a giudicare dal silenzio sui media vicini alla Santa Sede sembrerebbe che se ne infischino altamente nonostante la pressante richiesta della comunità cristiana in Iran di un intervento della comunità internazionale e in particolare proprio della Chiesa Cattolica.

Sarah F.

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