Da Dell’Utri a Cosentino passando per la P4. Ecco il “partito degli onesti”

Dal “partito dell’amore” al “partito degli onesti”. Ecco la svolta promessa da Silvio Berlusconi ai suoi (sempre meno) elettori ed estimatori. Il passaggio di consegne tra i due partiti è avvenuto ieri con la nomina a segretario del partito di Angelino Alfano che dal palco ha ammesso che “qualche disonesto” nel partito c’è.

Ma va…….che bella scoperta. Vediamo un po’: più o meno (ma più che meno) sono 35 gli indagati (la lista non è aggiornata, per esempio manca Papa indagato per la P4 ma è possibile che qualcuno sia stato prosciolto, nel caso fateci sapere). Tra questi ci sono dei tipetti come Dell’Utri, condannato in primo e secondo grado per concorso in associazione mafiosa (chissà se Berlusconi lo candiderà anche alle prossime elezioni), Nicola Cosentino (coordinatore PDL per la Campania ed ex coordinatore nazionale), accusato di legami con il clan dei Casalesi per cui è stato chiesto il suo arresto (negato però dal Parlamento) e indagato anche nell’inchiesta sulla P3. Poi c’è Verdini, anche lui coordinatore nazionale del PDL, indagato per diverse cosucce come la P3 o i grandi appalti (ma forse mi scordo qualcosa). Poi c’è Alfonso Papa per il quale la Procura di Napoli ha chiesto l’arresto (il Parlamento ne discuterà la prossima settimana) per reati legati all’inchiesta sulla P4. E infine c’è lui, il capo, il boss dei boss, il rais di Arcore, l’uomo più amato dagli italiani (secondo lui) e il più grande amatore (a pagamento) del mondo, accusato di vari reati tra i quali quello di “prostituzione minorile”, di corruzione in atti giudiziari (processo Mills), frode fiscale (processo Mediaset), frode fiscale e appropriazione indebita (processo Mediatrade) e scusate se dimentico qualcosa.  Non c’è che dire, proprio un bel partito degli onesti.

E poi c’è il quadro che sta emergendo dall’inchiesta sulla P4. Ancora non tutti i tasselli sono andati a posto ma è evidente che c’era un gruppo di potere legato a diverse personalità del PDL (ma non solo), tra i quali anche diversi ministri, che controllava in modo occulto i principali asset del Paese. Quello che emerge dalle indagini evidenzia come il “conflitto di interessi” del Premier sia arrivato ai massimi livelli.

E allora che fa Alfano? Li caccia? Caccia Dell’Utri, Cosentino, Papa e persino Berlusconi? Ma poi alcuni di questi dovranno andare in galera se gli viene a mancare la copertura parlamentare. Cavolo, sarebbe davvero un guaio. Sai quante cose potrebbero dire?. Meglio di no. Meglio sostenere la tesi della persecuzione giudiziaria. Meglio proporre la legge bavaglio, quella sulle intercettazioni, la prescrizione breve, il processo breve, la riforma della giustizia ecc. ecc. Perché si sa, il partito degli onesti non può rischiare che gli rompano le uova nel paniere e trasformarsi nel “partito dei disonesti”. E bravo Alfano, nome migliore non potevi coniarlo. Sembra quasi ad personam.

Bianca B.

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