DDL omofobia: è ora che in Italia scoppi la civiltà

omofobia

Può un Paese dichiararsi democratico se si dimostra incivile e retrogrado? Può un democrazia farsi condizionare da posizioni religiose e medioevali nella lunga e difficile strada che porta ad una società civile, moderna e democratica? Io credo di no.

Spesso ci troviamo a criticare i regimi islamici per la feroce e sanguinaria repressione delle persone omosessuali, ma non è che da noi le cose vadano tanto meglio. Certo, da noi i gay non vengono impiccati nella pubblica piazza come per esempio avviene in Iran e in altri paesi musulmani, ma ci sono tanti modi per attuare una repressione di genere, a volte violenti e subdoli perché in qualche modo coperti dalla legge o addirittura giustificati dal cosiddetto Diritto di opinione, un Diritto sacrosanto ma che non può oltrepassare il limite invalicabile della discriminazione.

Il DDL omofobia intende chiarire proprio questo, cioè che una persona non può discriminarne un’altra sulla base delle differenze di genere o dei gusti sessuali. Con il DDL omofobia si intende quindi allargare il contesto dell’articolo 3 della legge Mancino, la legge del 1993 che prevede un’aggravante della pena – fino alla metà – per i reati del codice penale commessi sulla base di «discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi» anche alla omofobia e alla transfobia.

Nulla di particolarmente complicato quindi, si vuole solo stabilire che chi commette un reato spinto da ragioni omofobiche ne dovrà rispondere sulla base della legge Mancino. Non c’è, come ho letto su alcuni messaggi postati su Facebook, alcuna intenzione di trasformare l’Italia nel “paradiso dei froci”, oppure di creare un DDL che funga da cavallo di troia per una futura legge che permetta ai “froci” di sposarsi e di adottare bambini. E’ solo un decreto legge che introduce un concetto di civiltà secondo il quale ogni discriminazione è un reato, un concetto che non dovrebbe nemmeno essere precisato per legge in un Paese civile degno di questo nome.

Francamente non credo che faranno passare il DDL omofobia. L’Italia è un Paese troppo legato ai diktat religiosi ed è fondamentalmente un Paese di conservatori. Ma se dovesse disgraziatamente passare allora sarebbe veramente un primo importante passo verso quel Paese civile che tutti dicono di volere e sognare, ma che pochi vogliono veramente.

Paola P.

© 2013, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata