Decidete in fretta come dissanguarci, tanto alla fine pagheremo noi

Cosa deve fare un povero cittadino per sapere come lo colpirà la finanziaria del crepuscolo berlusconiano? Semplice, deve solo aspettare che gli squali si accordino su quale parte mangiarsi per prima ben sapendo però che, comunque vada, sarà lui il piatto forte del banchetto.

Certo che lo spettacolo che stanno dando i politici, destri, sinistri e centroidi, è davvero desolante. Varano una manovra finanziaria da 70 miliardi e il giorno dopo cercano di cambiarla in tutte le sue parti. Provano a introdurre un sistema equo che non colpisca le famiglie e i più deboli ma dopo poche ore pur di salvare i soliti ricconi sbaraccano tutto e tornano a studiare il sistema di frega il poveraccio. La destra fa decine di proposte-non proposte,la sinistra risponde con altre proposte-non proposte, il centro pensa a stare al centro, cioè con i piedi su due staffe lanciando un giorno un salvagente a Berlusconi e l’altro cercando di affossarlo. Tutti parlano di ridurre i costi della politica e i privilegi di cui godono i politicanti, salvo poi dimenticarsene pochi minuti dopo e addirittura votare all’unanimità (solo pochi mesi fa) un aumento del loro stipendio già faraonico pari a 1.135 euro al mese (dicasi millecentotrentacinque eurini mensili) inserendo quell’aumento in un decreto ben camuffato.

Cosa deve pensare il cittadino comune? L’uomo della strada, quello che traina l’economia di questo povero Paese, quello che deve prendere delle decisioni importanti per la sua vita ma anche per l’economia nazionale. Comprare una casa? Sposarsi? Fare figli? Aprire una attività? Come può decidere qualcosa con una situazione così confusa e persino con un atteggiamento così delinquenziale dei politicanti nostrani? E poi ci si lamenta che l’economia è ferma. E’ normale, nessuno sa cosa fare anzi, nessuno osa fare qualcosa.

Forse sarebbe il caso che gli strapagati politicanti italici si decidano in fretta su come banchettare sui poveri cittadini, tanto lo sappiamo tutti, alla fine pagheremo noi. Ma almeno sapremo anche cosa fare delle nostre vite, cioè se farci dissanguare in un modo o nell’altro, da destra, da sinistra o dal centro. Il nostro sangue e le nostre lacrime in ogni caso saranno.

Brigitta Donati

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