Decreto sviluppo buono ma i complottisti lavorano nell’ombra

Ieri il Governo ha presentato il decreto sviluppo (qui trovate il testo completo) che ad una prima anali e ammesso che la politica non metta i bastoni tra le ruote dei tecnici sembra un buon decreto o, comunque, è almeno qualcosa.

Ed è proprio la politica che, a mio parere, potrebbe nuovamente fermare il lavoro del Governo o quantomeno condizionarlo pesantemente. Sia a destra che a sinistra i “complottisti” pullulano. Nel PD e soprattutto nel PDL la tentazione di rompere e andare alle elezioni anticipate è fortissima. Il motivo è semplice: se si andasse ad elezioni anticipate lo si farebbe con la vecchia legge elettorale che è l’unico mezzo che hanno decine e decine di deputati ineleggibili (che non verrebbero mai eletti dal popolo) per mantenere il seggio parlamentare.

E allora ogni scusa è buona per cercare la rottura con il Governo. Tra pochi giorni sarà il Ddl anticorruzione dove al Senato i pidiellini vogliono che venga inserito un emendamento sulla responsabilità civile dei giudici. Poi c’è il prossimo vertice europeo e li i complottisti stanno dando il meglio di se. Sia da destra che da sinistra pretendono che Monti torni a casa da quel vertice con qualcosa di concreto (Erobond ecc. ecc.) altrimenti la tentazione di sfiduciarlo sarebbe altissima. Insomma, prima provocano danni enormi al Paese con la loro non-politica poi pretendono di essere salvati e di rimanere al loro posto con qualsiasi mezzo.

Beh, io credo che sia davvero troppo. Adesso questa politica, dopo aver preso tanto e dopo aver portato tanto danno, deve dare qualcosa al Paese, cioè deve appoggiare il Governo,  fare una nuova legge elettorale che ridia il potere al popolo, approvare il DDL anticorruzione e, soprattutto, deve far pulizia al suo interno. Diversamente l’incubo dell’avvento (non necessariamente pacifico) dell’antipolitica si farà sempre più concreto. I risultati di Grillo dovrebbero essere un campanello d’allarme notevole ma, come dice il proverbio, il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Tamara Rinaldini

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