Diritti degli omosessuali: quando la discriminazione viene fatta nel nome di Dio

Sono rimasta esterrefatta dagli insulti che mi sono arrivati via mail dopo questo mio articolo che raccontava il Gay Pride di Gerusalemme. Sembra che per una volta abbia messo d’accordo tutte le religioni, la cattolica, la musulmana e l’ebraica.

Premesso che, a differenza di altri, la sottoscritta rispetta tutte le opinioni anche quando non combaciano con le mie, vorrei sottolineare a lor signori, estremisti di qualsiasi religione, che:

Punto 1: i Diritti Umani non sono negoziabili, né per ragioni religiose né per ragioni morali. A tal riguardo vorrei ricordare i primi due punti della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:

Art. 1 – Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Art. 2 – Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Punto 2 – Le varie interpretazioni religiose sulla parola di Dio lasciano il tempo che trovano. L’unica cosa certa è che il Dio cristiano, musulmano ed ebraico ama i suoi figli, a prescindere dal colore, dalla razza o dal genere a cui appartengono. Non discrimina per i gusti sessuali, non condanna un eterosessuale come non condanna un omosessuale. Non ci sono “parole di Dio” che proibiscono l’appartenenza a un genere, ma solo parole che condannano l’adulterio e la violenza sessuale. Tutte le attribuzioni della parola di Dio che vengono esposte in diverse occasioni sono il frutto di interpretazioni spesso personali o di chi si eleva a rappresentante di Dio senza averne nemmeno la facoltà ma per semplice auto-attribuzione.

Punto 3 – La realtà dei gay palestinesi che si rifugiano in Israele è purtroppo un dato di fatto. Il fatto che gli omosessuali nei paesi musulmani siano perseguitati è altrettanto un dato di fatto. Non ci siamo inventati nulla per “fini islamofobici”, abbiamo riportato una semplice verità. Inviarci mail diffamatorie o addirittura di minaccia non cambia quello che è un dato di fatto e certamente non ci intimidisce.

Punto 4 – Abbiamo purtroppo notato che l’omofobia è la paura del diverso riesce a unire gli estremisti religiosi di ogni fede. Ne prendiamo atto, ma continueremo nella nostra lotta per l’eguaglianza dei Diritti per ogni essere umano a prescindere falla razza, dalla fede religiosa o dal genere al quale appartengono. Le differenze di genere non sono più ammissibili, tantomeno se tali discriminazioni vengono fatte nel nome di Dio. Se volete discriminare qualcuno abbiate il coraggio di farlo a nome vostro e non a nome di Dio.

Detto questo, ci sta pure che in molti non siano d’accordo con le nostre idee di Diritto, ciò però non giustifica offese o addirittura minacce. Noi non vogliamo imporre le nostre idee a nessuno, si limitiamo ed esternarle, se qualcuno non è d’accordo con tali idee faccia altrettanto evitando ridicoli insulti e minacce, specie se fatte in nome di qualsiasi Dio.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Paola P.

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