Diritti delle donne: 2012 un anno orribile

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Si chiude oggi un anno orribile per i Diritti delle donne a livello mondiale, un anno nel quale si è assistito a una progressiva regressione della salvaguardia femminile e che proprio alla sua fine ha visto gli attacchi più duri (persino dalla Chiesa Cattolica) e i fatti forse più gravi. Persino la Morte di Rita Levi Montalcini, da sempre promotrice dei Diritti delle donne, aggrava il bilancio di questo anno.

I Diritti delle donne nel mondo islamico – Se all’inizio del 2012 in tanti avevano visto nelle cosiddette “primavere arabe” una opportunità per l’introduzione della democrazia e della parità di Diritti tra uomo e donna nel mondo islamico, i fatti purtroppo gli hanno dato torto. La Tunisia, unico Paese islamico veramente laico sebbene governato da un regime autoritario, dopo la caduta di Ben Ali ha visto l’introduzione della Sharia e sta decidendo una variazione della costituzione che prevede un ruolo “complementare” per la donna. Nei fatti quello che una donna poteva fare in Tunisia fino ad un anno fa oggi le è impossibile. Stessa situazione (forse addirittura peggiore) in Libia. In Egitto meno di una settimana fa è stata introdotta la nuova Costituzione che prevede che sia la Sharia la base fondamentale della legislazione. Se il Medio Oriente non ride l’estremo Oriente piange. In Pakistan gli attacchi alle scuole femminili si sono moltiplicati. Indicativo l’attentato dei talebani contro Malala Yousafzai, ma è tutto il Paese a vivere una recrudescenza  della violenza contro le donne e un arretramento dei loro Diritti. In Afghanistan, se possibile, è addirittura peggio e il sogno di vedere le donne afghane senza il burqa è definitivamente svanito. Per quanto riguarda l’Iran, la vicenda del nucleare ha sovrastato tutto il resto ma anche nel regime degli Ayatollah i Diritti delle donne sono decisamente peggiorati nell’ultimo anno. Sono moltissime le attiviste dei Diritti delle donne attualmente in carcere. Di alcune di loro non si sa più niente da mesi. Nei Paesi del Golfo la situazione non è migliorata e se non si può parlare di un peggioramento (peggio di così è difficile) di certo non si può parlare nemmeno di un qualche miglioramento seppur minimo. In Africa, con la conquista da parte dei movimenti islamici di molte terre la recessione dei Diritti delle donne è stata quasi automatica. Il Mali, il Sudan, tutta l’Africa occidentale al di sopra dell’equatore, la Nigeria, la Somalia ne sono solo l’esempio eclatante, ma la prepotente avanzata dell’islam in Africa mette a rischio decine di altri Paesi.

Subcontinente Indiano – E’ di questi giorni l’interesse a livello mondiale della situazione femminile nel Subcontinente indiano. Donne violentate e uccise negli autobus, in mezzo alla strada. Donne sequestrate e torturate. Donne sottomesse in modo totalitario o costrette a sposare uomini che non conoscono e di molti anni più anziani di loro, sono solo alcuni lati di una sottocultura trasversale ai fattori religiosi che interessa il Subcontinente Indiano.  Qualcuno una volta disse: idolatrano le vacche ma considerano bestie le donne. E’ il quadro perfetto per definire la condizione femminile in questa area del globo.

I Diritti delle donne in Europa – Questo è forse il lato più drammatico di questo anno orribile per i Diritti delle Donne. Senza quasi rendercene conto l’Europa è diventato il teatro di una impressionante regressione dei Diritti al femminile. Se le donne di estrazione occidentale in qualche modo ancora si salvano (anche se vi è stato un peggioramento soprattutto in Italia, ma ne parleremo nell’apposito paragrafo), per le donne immigrate, per quelle di estrazione non occidentale e per le donne islamiche la regressione del Diritto sta nel non essere considerate alla pari con le donne europee. Infatti su queste donne non si applicano gli stessi parametri di tutela descritti nella Dichiarazione Europea dei Diritti Umani applicate alle donne occidentali. Tali parametri vengono troppo spesso superati dal “supposto rispetto delle tradizioni religiose o etniche” che di fatto non riconosce a queste donne gli stessi Diritti delle donne europee. Matrimoni imposti, infibulazioni, percosse, ripudio, limitazione dei movimenti, imposizione dell’abbigliamento sono solo alcuni dei fattori accettati da quasi tutti gli Stati europei nel nome del “rispetto delle tradizioni religiose ed etniche”. Un obbrobrio in termini di Diritto che deve finire. E’ di quest’anno l’introduzione della Sharia nella legislazione civile britannica, un pericoloso passo verso l’abisso.

I Diritti delle donne in Italia – Ho voluto l’asciare per ultimo il paragrafo dedicato all’Italia perché sul nostro Paese ci sarebbe da fare una riflessione molto accurata sulla regressione dei Diritti delle donne ma un paragrafo non è purtroppo abbastanza. Lo farò in modo più accurato in gennaio. Per ora mi limito ad evidenziare che anche nel nostro Paese vige quell’obbrobrio del Diritto già visto in Europa secondo il quale se la violazione del Diritto delle donne è giustificata da ragioni religiose o etniche, la legislazione viene allegramente superata. Ma il 2012 è stato anche l’anno del record in termini di “femminicidio” , un problema che ormai è diventato di tipo sociale e al quale spesso le istituzioni non rispondono in maniera coesa. Addirittura la Chiesa Cattolica per bocca di un suo rappresentante, tale don Piero Corsi, attribuisce la colpa di questa vera strage di donne alle donne stesse.  Un incitamento alla violenza sulle donne intollerabile per un paese civile e per una istituzione religiosa che, nel non prendere alcun provvedimento nei confronti di don Piero Corsi si è resa automaticamente complice di quelle dichiarazioni per la regola del silenzio assenso.

In conclusone, questo 2012 è stato davvero un anno orribile per i Diritti delle Donne nel mondo, un anno che ha riportato il Diritto al femminile indietro di decenni senza che la società cosiddetta “civile” abbia fatto qualcosa di veramente serio per impedirlo. Si sono lasciati interi Paesi in balia del fondamentalismo religioso, si sono giustificati stupri e uccisioni, si è sorvolato su quelle leggi che dovrebbero tutelare la parità di Diritto tra uomo e donna e quella di genere solo per rispettare arcane leggi tribali. E’ questo il mondo che vogliamo per le nostre figlie? Buon 2013 a tutti.

Amina A.

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