Diritti LGBT in Israele: troppa distanza tra società e legislatori

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Non abbiamo fatto in tempo a gioire per l’istituzione della Giornata dei Diritti LGBT alla Knesset che subito arriva la doccia fredda della dura realtà che vede i partiti religiosi opporsi strenuamente alla applicazione di quei Diritti LGBT ai quali la Knesset ha dedicato la succitata giornata.

Infatti il giorno successivo alla roboante dichiarazione che ci aveva fatto parlare di “giornata storica” proprio alla Knesset c’erano da votare alcune leggi che avrebbero dovuto riconoscere maggiori Diritti alle coppie LGBT tra i quali i benefici governativi per i partner dello stesso sesso dei soldati del IDF caduti in combattimento e altri provvedimenti di fondamentale importanza. Ebbene, nessuno di questi provvedimenti è riuscito a passare, bloccati dal Governo di coalizione e in particolare dai voti di quei partiti religiosi che vanno parte della coalizione di Governo.

C’è rimasto molto male Chen Arieli, co-presidente di Aguda, una Ong israeliana che difende i Diritti LGBT il quale non ha mancato di rimarcare la contraddizione tra l’iniziativa presa il 23 febbraio dalla Knesset e il voto della stessa Knesset del 24 febbraio che di fatto ha respinto ogni proposta per un sostanziale miglioramento dei Diritti LGBT in Israele.

«Israele è notoriamente giudicato uno dei Paesi più liberali nei confronti della comunità LGBT. Tel Aviv è una delle città più gay-friendly del mondo, eppure c’è un enorme divario tra la situazione sociale, senza dubbio liberista, e la situazione legislativa che invece è da terzo mondo» ha detto Chen Arieli durante una riunione di Aguda.

Il mirino delle associazioni LGBT israeliane è puntato su quei partiti che contano molto sui voti dei religiosi più intransigenti che fino ad oggi hanno bloccato qualsiasi iniziativa legislativa a favore di maggiori diritti per le persone LGBT provocando così questa enorme discrepanza tra la situazione sociale che è ampiamente tollerante e la situazione legislativa che sembra quella di un Paese musulmano.

Rights Reporter difende strenuamente Israele perché noi amiamo Israele, ma proprio perché lo amiamo non possiamo esimerci dall’evidenziare quando Israele sbaglia, quando in Israele c’è qualcosa che non va. E sotto il tema dei Diritti LGBT, intesi come Diritti legali, c’è ancora moltissima strada da fare. Noi crediamo fermamente nella democrazia israeliana e per questo riteniamo che sia necessario che la Knesset adegui le leggi in merito ai Diritti LGBT alla attuale situazione sociale israeliana. E’ un dovere morale a cui nemmeno i partiti religiosi si possono ancora sottrarre.

Scritto da Paola P.

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