Diritti LGBT sotto l’ISIS: se ne parla all’Onu con molta ipocrisia

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Per la prima volta nella sua storia il Consiglio di Sicurezza dell’Onu affronterà il problema dei Diritti delle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) nei territori occupati dalla Stato Islamico, ISIS. Lo ha detto ieri l’ambasciatore americano al Palazzo di Vetro, Samantha Power.

La riunione del Consiglio di Sicurezza dedicata alle brutalità alle quali sono sottoposte le persone LGBT nei territori del Daesh è stata fissata per il prossimo 24 agosto ed è stata sollecitata dagli Stati Uniti e dal Cile. Tutti i Paesi aderenti alle Nazioni Unite sono stati invitati a partecipare, compresi quegli Stati, per lo più musulmani, che non hanno nulla da invidiare all’ISIS riguardo alla persecuzione delle persone LGBT. Penso all’Arabia Saudita, all’Iran, all’Afghanistan e ad altri. Ma penso anche alla Russia e alla Palestina, perché di una cosa possiamo essere sicuri, ci sarà anche la Palestina a discutere di Diritti degli omosessuali.

Ed è qui che si manifesta l’ipocrisia di questa iniziativa, che sarebbe lodevole se a parlare dei Diritti delle persone LGBT non ci fossero anche quelli che quotidianamente quei Diritti li calpestano. E’ una riedizione del Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu dove siedono i peggiori violatori dei Diritti Umani. Un paradosso inspiegabile.

Altra ipocrisia, a spingere Stati Uniti e Cile a discutere di Diritti LGBT nello Stato Islamico sarebbero state le cruenti immagini postate sui social network dal ISIS nelle quali si vedono omosessuali gettati dai tetti o lapidati. Eppure le tante immagini provenienti dai Paesi islamici che mostrano impiccagioni, lapidazioni ed esecuzioni sommarie di persone LGBT, non hanno mai smosso l’attenzione dell’Onu. Perché il Daesh si? Intendiamoci, non vorrei dare l’impressione di difendere lo Stato Islamico, è solo per evidenziare quanta ipocrisia ci sia dietro a questa iniziativa.

Noi pensiamo che sarebbe stato molto più corretto e meno ipocrita discutere più in generale dei Diritti delle persone LGBT visto che per la prima volta il tema viene affrontato all’interno del Consiglio di Sicurezza. Ma questo vorrebbe dire puntare il dito contro molti Paesi islamici e questo è impensabile per chi, come l’Onu, è in mano a sceicchi e ayatollah.

Scritto da Paola P.

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