Diritti omosessuali: la doppia lezione irlandese

Se un Paese fortemente cattolico come l’Irlanda vota a stragrande maggioranza per la legalizzazione dei matrimoni omosessuali, allora c’è una speranza anche per l’Italia, o perlomeno mi piace pensarlo. La differenza tra noi e gli irlandesi è che da noi c’è il Vaticano oltre a un fortissimo conservatorismo che alcuni definiscono “di destra” ma che io preferisco non associare a un colore politico visto che gli ignoranti non hanno colore politico.

Gli irlandesi ci hanno dato due lezioni in una, specie a noi italiani, si sono cioè liberati del peso imbarazzante della chiesa cattolica che teneva sotto scacco l’evoluzione del Diritto tanto che fino a 20 anni fa l’omosessualità era considerata un reato, e nello stesso tempo ci hanno dimostrato che anche i cattolici possono pensare che siamo tutti figli dello stesso Dio e abbiamo tutti gli stessi Diritti, a prescindere dal genere a cui apparteniamo.

Ora le associazioni omosessuali chiedono anche all’Italia di fare la stessa cosa e sembra che Renzi abbia promesso una accelerazione in tal senso, almeno per quanto riguarda la legalizzazione delle unioni di fatto. Ma non credo che sarà una cosa facile proprio perché in Italia c’è quella entità che si chiama Vaticano, una entità che in Irlanda ha pagato a caro prezzo gli scandali sui preti pedofili e la copertura fornita a questi criminali. Evidentemente gli irlandesi hanno una memoria migliore degli italiani o quantomeno hanno più coscienza e onestà morale.

Ma non nascondiamoci dietro a un dito, in Italia le pressioni dei conservatori sono fortissime, la campagna d’odio verso i “diversi” è sempre più virulenta e gli episodi di omofobia sono all’ordine del giorno. Per ottenere veramente qualcosa dovremmo fare come gli irlandesi, staccare cioè il cordone ombelicale che ci tiene legati al Vaticano e più in generale alla Chiesa cattolica. Non sarà una cosa semplice anche perché la campagna contro le unioni civili portata avanti dalla Chiesa è massiccia e potente. Eppure è proprio la Chiesa a dire che di fronte a Dio siamo tutti uguali. Evidentemente questo assunto non vale per gli omosessuali. E’ qualcosa che assomiglia tanto all’estremismo islamico che proprio i cattolici criticano tanto.

Solo su una cosa non sono d’accordo con le richieste del mondo omosessuale, sulla possibilità di avere figli. Siccome ritengo che l’Italia non sia pronta a tutto questo e credo, come i miei colleghi, che i Diritti dei bambini abbiano la precedenza su tutti gli altri, pretendere una cosa del genere senza che la società italiana sia abituata a considerare anche una coppia omosessuale “una vera coppia” credo che i bambini potrebbero andare incontro a una forte discriminazione che ne inficerebbe la crescita sociale provocando un sostanziale loro isolamento. Ritengo quindi che su questo bisognerebbe pensarci molto attentamente. Sarebbe molto bello avere tutto “il pacchetto” ma oggi come oggi mi basterebbe ottenere gli stessi Diritti e fare un passo alla volta. Col tempo anche la società italiana si evolverà e si potrà parlare di figli per le coppie omosessuali senza correre il rischio di violare il Diritto di un bambino di crescere in un ambiente che non lo discrimini.

[asg-content-box boxcolor=”blue” boxtitle=”Nota conclusiva” boldtitle=”true” boxexpand=”false” showcontent=”false”]Il Corriere della Sera pubblica una mappa online interattiva che mostra la situazione dei Diritti omosessuali nel mondo e francamente fa parecchia impressione vedere l’Italia con lo stesso colore di molti Paesi africani e arabi, Paesi dove i Diritti sono un puro eufemismo. Qui la mappa interattiva.[/asg-content-box]

[glyphicon type=”user”] Scritto da Paola P.

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