E adesso il grillismo ci fa veramente paura

 

Quando in una manifestazione politica si prendono a botte i giornalisti colpevoli solo di voler fare il loro lavoro qualche molla dovrebbe scattare nel cervello di chi guarda la politica senza il fanatismo degli attivisti ma con occhio critico e costruttivo.

Quello che è successo ieri al raduno del Movimento 5 Stelle, l’assalto ai giornalisti quando è arrivata la Raggi, è un fatto di una gravità inaudita che merita una seria riflessione da parte di chi osserva il movimento di Grillo dall’esterno e per qualche momento ha anche provato a pensare di poterlo votare nella speranza che cambi qualcosa.

Ci perdonerà la nostra amica Maria se prendiamo in prestito un suo (come sempre) lucido intervento su quanto avvenuto ieri:

E intanto Virginia balla mentre i cronisti venuti a Palermo per intervistarla vengono presi a schiaffi e insulti. Il sonno della ragione di mostri ne ha generati tanti e questi feroci saltimbanchi senza ideali e senza pensiero tutti Grillo-diretti sono tanto vicini al partito nazionalsocialista della Germania Anni Trenta che fanno paura. Rappresentano la deriva peggiore del berlusconismo e di tutti i moderni -ismi che l’Italia ha conosciuto. Pieni di odio, pronti a far bere ancora l’olio di ricino non appena assaggiano un’oncia di potere. ”Vedrete i sorci verdi”: così oggi in un thread un grillino mi ha scritto, perché avevo fatto notare le falsità della Raggi a proposito della candidatura alle Olimpiadi di altre città. L’espressione è squisitamente fascista e il grilloide dava l’impressione di volermi calpestare coi suoi stivali immaginari, se la rideva, un piccolo uomo che si sentiva forte perché una webbete incapace era diventata sindaco di Roma. Me l’ha proprio scritto che non gli importava nulla di ciò che avevo da dire, che ora comandavano ”loro” e io pidiota potevo andare a quel Paese. Questa massa di scellerati fanatici vogliono cancellare chiunque non appartenga alla loro setta, non tollerano il confronto, non sono solo ignoranti, sono bestiali, e chiedo scusa alle bestie. E in questa volontà di annientamento dell’interlocutore io vedo molto di più, un ribollire, una violenza e un odio che non avevo mai sentito negli elettori degli altri partiti, eccezion fatta per i raduni neo nazi.

In queste poche righe scritte da chi cercava il dialogo con un appartenente al grillismo (ormai una ideologia) c’è tutto il necessario per capire con chi abbiamo a che fare.

Non vogliamo entrare nel discorso di Roma e di come la Raggi non amministri un bel niente. Non vogliamo nemmeno entrare nel merito delle proposte grilline così simili a quelle che vediamo all’opera in Venezuela da far pensare alla volontà di distruggere invece che di costruire. No, a noi interessa evidenziare l’essenza di questo Movimento, la forza trainante di questa gente, cioè una ideologia centralista e verticista (altro che democrazia dal basso) che vede in Grillo un Fuhrer più che un leader e nella Casaleggio Associati un domina assoluto che detta tutta la politica nazionale e locale. Non riesciamo a capire come gli adepti del grillismo non riescano a vedere questo enorme paradosso della loro ideologia di base, almeno di quella ufficiale perché temiamo che la ideologia grillina sia in realtà tutt’altra cosa rispetto a quella urlata da Grillo.

Noi che ci interessiamo per lo più di politica estera e vediamo molto spesso giornalisti malmenati, insultati, minacciati e persino uccisi nelle tante dittature che infestano questo nostro povero mondo e lo denunciamo, non possiamo esimerci dal denunciare con forza anche la deriva fascista vista ieri al raduno del Movimento 5 Stelle, non possiamo non aver paura di questo Movimento che parla di “democrazia dal basso” ma è comandato in maniera dittatoriale da un solo uomo e da una azienda, che isola e mette alla gogna chi dissente, che reagisce violentemente a qualsiasi critica, così violentemente che lascia pensare che il passo dall’insulto da tastiera all’olio di ricino sia davvero breve. Lo facciamo perché obiettivamente questa deriva fascista e squadrista comincia seriamente a farci paura, molto più della loro evidente incapacità di governare.

Scritto da Redazione

© 2016, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata

Recently Published Stories

putin iran israele

Altro che amico di Israele, Putin sempre più complice dell’Iran

Chi, tra gli amici di Israele, vede in Putin un amico dello Stato Ebraico dovrebbe guardare a quello che sa facendo il dittatore russo con l’Iran e la Turchia prima di insistere con questa assurda visione

Israele: Shin Bet scopre rete di sostegno finanziario ai terroristi di Hamas

Lo Shin Bet scopre una rete di finanziamento ai terroristi gestita da Hamas gemella di quella gestita dalla ANP

Il gioco in più voga tra i bambini palestinesi? Spara al poliziotto israeliano [video]

Bambini palestinesi che giocano a “sparare ai poliziotti israeliani” fomentati dagli adulti. Con queste premesse non si può parlare di pace, né adesso né in futuro

Medio Oriente: Israele nella tela del ragno iraniano

Il Ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, è un genio. Con la scusa dell’ISIS è riuscito a ingannare la comunità internazionale e a tessere una pericolosa tela intorno a Israele

libia generale haftar

Libia: quel messaggio del Generale Haftar che l’Italia deve cogliere

In una intervista al Corriere della Sera Il Generale Haftar lancia alcuni importantissimi messaggi all’Italia, messaggi che la nostra politica non può e non deve ignorare, non solo sui migranti

trump medio oriente

Pace in Medio Oriente: Trump ci riprova ma fa un favore agli arabi

Trump ritiene che dopo la fine della crisi del Monte del Tempio questo sia il momento giusto per riportare arabi e israeliani al tavolo delle trattative. Ma è un grosso favore agli arabi

Abu Mazen blocca social media e siti web in Giudea e Samaria

Il Governo palestinese in Giudea e Samaria al fine di reprimere il dissenso blocca i social media e i siti web di notizie con un decreto presidenziale. I difensori dei Diritti Umani parlano già “limitazione della libertà di espressione”

Referendum per indipendenza Kurdistan: Turchia minaccia ritorsioni

Ankara si oppone fermamente al referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno. Teme ripercussioni anche nel Kurdistan turco