E adesso rivalutiamo Gianfranco Fini

E’ stato letteralmente lapidato, cancellato dalla scena politica che conta per aver fatto due errori: il primo aver venduto un tinello a Montecarlo di proprietà del partito a una società offshore che potrebbe (e sottolineo potrebbe) essere riconducibile a suo cognato. Il secondo, molto più grave, aver contestato apertamente il boss dei boss, Silvio Berlusconi. Questi sono i peccati di Gianfranco Fini.

Quando Gianfranco Fini, oggi Presidente della Camera, decise che non ne poteva più di Silvio Berlusconi e delle sue leggi ad personam, del suo modo di non governare questo Paese e di piegarlo alle sue esigenze personali e affaristiche, scelse di contestare il PDL (partito del quale era cofondatore) dal suo interno cercando, invano, di  trasformare una cozzaglia di imputati e di mafiosi in qualcosa che avesse la nobiltà politica di un partito. Missione impossibile e pericolosa.

Immediatamente si mosse la potentissima macchina del fango del Premier e iniziò a martellare per mesi e mesi con la ridicola vicenda del famoso tinello di Montecarlo, ridicola perché se paragonata alle porcate di Berlusconi, alle vicende della P2, P3 e P4, se paragonate alle condanne per associazione mafiosa di Dell’Utri, alle richieste di arresto per associazione camorristica di Cosentino, alle cricche di Verdini e compagnia bella, tutte persone vicinissime al boss dei boss, Berlusconi, quella del tinello di Montecarlo appare una cretinata anche a un mentecatto.

Eppure gli italioti, mix di italiani e idioti, ci cascarono come dei fessi e tolsero la loro variabile fiducia a quest’uomo politico che ebbe il coraggio di contestare apertamente il rais di Arcore. Anche alcuni di coloro che lo seguirono nella fondazione di Futuro e Libertà lo abbandonarono, chi in cambio di un sottosegretariato, chi di elargizioni economiche per qualche filmetto da due soldi, chi per qualche nomina e chi semplicemente perché sentiva il suo portafoglio più al sicuro se fosse rientrato nel PDL.

Ebbene, con il senno di poi abbiamo il dovere di rivalutare con forza Gianfranco Fini, colui che aveva visto con largo anticipo che la non politica di Berlusconi avrebbe portato questo Paese nella merda, colui che prese il coraggio persino nell’ammettere i propri errori degli anni passati (quando votò leggi ad personam e altre porcherie), colui che piuttosto che rimanere a leccare il culo al boss dei boss, se ne andò affrontando il fuoco mediatico della macchina del fango.

Oggi in Italia ci sono pochissimi uomini che si possono chiamare con l’appellativo di “Politico” con la P maiuscola, o di Onorevole.  Si contano in una mano. A mio modestissimo parere, anche se non ne condivido le idee politiche, uno di questi è Gianfranco Fini, non fosse altro per il coraggio dimostrato nell’attaccare il rais di Arcore e la sua non politica e, soprattutto, per la volontà politica di cambiare le cose volta a salvaguardare il Paese e tutti noi. Rivalutiamo questo politico a prescindere dalle nostre idee, perché di politici buoni ce ne sono davvero pochi.

Bianca B.

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