E adesso una “primavera italiana”

Lungi da me fare sterile demagogia, ma credo che l’Italia sia veramente arrivata ad essere sull’orlo del baratro oltre il quale c’è il nulla. Siamo governati da una politica inetta e quasi delinquenziale, arroccata su se stessa e intenta solo a mantenere intatti i benefici di cui gode da sempre. Lontana dalle esigenze del popolo e da quelle del Paese.

Non voglio e non me la sento di accusare in particolare una sola parte politica, voglio metterci tutti nel calderone, nessuno escluso. Certo, è innegabile che si è arrivati a questa situazione perché agli interessi della casta si sono aggiunti quelli personali di taluni politici, ma la malattia è profonda e non deriva solo dal governo degli ultimi anni. Il virus è parecchio vecchio e ormai incancrenito in seno alle istituzioni che governano questa nostra Repubblica. E’ ora di cambiare il sistema.

Ma per cambiare radicalmente il sistema occorre che sia il sistema stesso ad intervenire, in una sorta di eutanasia volontaria che, al momento, la politica si rifiuta di attuare. Basti vedere con che “dedizione” la casta tenda a mantenere inalterati i propri privilegi in barba alle mille promesse fatte. Basta guardare alle proposte di legge che giacciono nel cimitero del Senato per capire che con questa politica è impossibile cambiare il sistema. Basta dare uno sguardo con occhio neutrale a quello che sta accadendo in questi giorni con la manovra finanziaria per rendersi conto con chiarezza che, quando si fa sul serio, questa casta politica è assolutamente inadeguata a governare un grande paese come l’Italia.

Qui non si stratta più di fare leggi ad personam o salva casta, non si tratta di trovare l’escamotage per portare profitto a quello o quell’altro politico. Qui si fa sul serio e l’Europa e il Mondo ci guardano perché se l’Italia cade nell’abisso porta con se tutti gli altri. E francamente questa politica sta dando all’Europa e al Mondo uno spettacolo desolante che non può che ricadere sulle spalle di tutti.

L’Italia ha bisogno urgentemente di riforme strutturali ma prima di tutto ha bisogno di liberarsi di questa classe politica ormai vecchia, se non nell’età nel concetto stesso di politica, perché è ormai evidente che con questi politici non si va da nessuna parte. Possiamo noi approntare una legge contro la corruzione, endemica in Italia, quando a dover approvare quella legge ci sono politici con procedimenti aperti proprio per corruzione? Possiamo delimitare i contorni del conflitto di interessi quando a capo del Governo c’è una persona che subirebbe gravissimi danni personali da una legge su questo argomento? Possiamo impostare una legge contro l’evasione fiscale quando abbiamo politici che proprio dell’evasione hanno fatto un concetto di vita e addirittura un collaudato sistema di raccolta fondi? Chiaramente no. Infatti tutte le proposte in tal senso giacciono nei cassetti del Senato, ormai nel dimenticatoio. E che dire poi dello sviluppo economico, essenziale adesso più che mai? Come possiamo implementare una politica di sviluppo quando abbiamo una casta politica che agisce come la peggiore nomenclatura africana?

Siamo seri, con questa politica ogni miglioramento è interdetto. E non conta che governi la destra, la sinistra, il centro o la Fata Turchina. Sono tutti uguali, e non è un pensiero demagogico. E’ la pura e sin troppo semplice realtà.

Ecco perché è arrivato il momento di una “primavera italiana”. Non me ne vogliano i ragazzi arabi che chiedono democrazia (per altro anche loro gabbati) se mutuo un termine a loro caro, ma è quello più adatto alla situazione italiana. Non possiamo aspettare che a cambiare siano i politici semplicemente perché non lo faranno mai. Non possiamo più aspettare riforme che non verranno mai semplicemente perché vanno contro i loro interessi. Non possiamo più vivere in un paese, certo democratico, ma con oscure ramificazioni che minano proprio la democrazia. Non possiamo più accettare che l’Italia continui a cadere sempre più in basso senza che nessuno tira la cordicella del paracadute. E non ci interessa se anche gli altri Paesi stanno male, come continuamente ci ripetono i politici italiani per giustificare la loro inettitudine. Basta con questa pantomima. Chissenefrega degli altri. A noi interessa l’Italia.

E se quindi per cambiare le cose non possiamo contare sul sistema politico non ci resta che contare su noi stessi, al di fuori delle ideologie politiche o delle appartenenze. Dobbiamo essere noi, semplici cittadini, a costringere questa politica ad andare a casa e a lasciare il posto a persone più valide e competenti. Se necessario dobbiamo scendere in strada per far capire a questi inetti che non siamo più disposti a subire la loro dannosa presenza. Solo così usciremo da questo pantano.

Franco Londei

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